Brufoli enormi sul sedere

Asciuga poi le mani e la palma con cura spalmando una crema idratante naturale massaggiando delicatamente il palmo e le dita (ai signori uomini: avete mai notato quanto tempo le donne stanno a massaggiarsi le mani dopo che si sono date la crema.

Sciolto nell'acqua calda del pediluvio il bicarbonato dona una sensazione di benessere a piedi e gambe inoltre per rimuove le callosit e la pelle morta ormai imspessita puoi usare una pasta fatta con acqua e bicarbonato (tre quarti di bicarbonato e una di acqua) questo favorisce la rimozone delle cellule morte e rende la cute morbida.

Parti massaggiando dalle estremit e risali verso il polpaccio brufoli enormi sul sedere il massaggio sulla pianta del piede utile per stimolare la circolazione! Il rimedio pi semplice quello di cospargere con polvere di bicarbonato calze e scarpe e lasciare agire brufoli enormi sul sedere tutta la notte rimuovendo poi al mattino tutta la polvere.

Lascia i piedi a bagno nell'acqua calda per quindici minuti poi asciuga bene quindi fai o brufoli enormi sul sedere (se sei pi fortunatao) fare un massaggio usando un cucchiaio di olio di mandorle in cui avrai sciolto 3 gocce di olio essenziale di lavanda.

La punteggiatura o interpunzione indica le pause del discorso mediante segni grafici (la virgola, il punto, il punto e virgola, i due punti, il punto interrogativo, il punto esclamativo, i puntini di sospensione, le lineette, le parentesi, le virgolette ), la cui collocazione risponde ad una esigenza pratica di chiarezza logica e, al tempo stesso, ha valore espressivo (ad esempio, quando si desidera porre in evidenza una parte della frase, oppure quando si vuole creare un senso di attesa).

La punteggiatura regola l'articolazione del pensiero; essa sottolinea in modo visibile le relazioni sintattiche (cioпїЅ il loro corretto rapporto) tra le componenti del discorso, organizzando quest'ultimo in una gerarchia di unitпїЅ logiche di maggiore o di minore importanza; traduce nella lingua scritta la dinamica del discorso parlato (come, ad esempio, avviene per gli scrittori che tentano di conferire maggiore verosimiglianza ai dialoghi). La punteggiatura puпїЅ variare nelle sue forme in base all'autore del testo e rappresentare un elemento stilistico; tuttavia, in base all'uso ed alle convenzioni che ne sono seguite, se ne possono fissare le norme e le costanti. Quindi, l'uniformitпїЅ nell'impiego dei segni d'interpunzione ha reso possibile l'individuazione di una punteggiatura "logica", la cui funzione non va sottovalutata, poichпїЅ rappresenta il collante che garantisce la coerenza e la fruibilitпїЅ della comunicazione.

Le discussioni che si sono fatte sulla punteggiatura, dalla fine del secolo XIX ai giorni nostri, vertono sull'opportunitпїЅ di rendere parsimonioso e regolato l'impiego dei segni. L'uso stilistico di essi пїЅ sembrato a numerosi trattatisti una minaccia alla stabilitпїЅ delle regole di punteggiatura, mentre la concezione di una punteggiatura rigorosamente logica incontrava ostacoli a volte insormontabili. Contro la tendenza ad un contemperamento tra punteggiatura logica e punteggiatura stilistica, D'Ovidio obiettava che ne sarebbero conseguite incertezze e perplessitпїЅ per scrittori e lettori. Come esempio di perfetta interpunzione, alcuni trattatisti propongono ancora oggi passi di Carducci che propendeva, non senza oscillazioni, per una punteggiatura misurata. L'odierna tendenza alla semplificazione della punteggiatura corrisponde allo svincolarsi dell'espressione dalle strutture logiche e sintattiche e dal ritmo della prosa ottocentesca. Francesco Flora annota che "i moderni tendono con ragione a diradare i troppi segni di interpunzione. Ma sono anche capaci di abolirli affatto, talvolta per eccesso di raffinatezza, talvolta per manifesta ignoranza."

Tentando una sintesi, si puпїЅ suggerire di adottare una punteggiatura con funzione logico/sintattica quando si desidera ottenere la maggiore chiarezza possibile in un testo, oppure quando uno scritto пїЅ diretto ad una moltitudine di lettori, non tutti pronti (o capaci) nel coglierne le sfumature. Una punteggiatura finalizzata ad un effetto espressivo, invece, пїЅ piпїЅ adatta a chi - conoscendone le regole alla perfezione - voglia adattarla ai propri intenti artistici, come nel caso degli scrittori o di chi si propone un uso creativo.

Qui sotto пїЅ possibile leggere una analisi dettagliata dei segni d'interpunzione, per studiare gli errori commessi piпїЅ comunemente.

Fra i segni d'interpunzione, la virgola (, ) пїЅ quello che indica la piпїЅ breve pausa nel discorso. Esso пїЅ il piпїЅ frequente e, di conseguenza, пїЅ quello che richiede maggiore attenzione. In genere, la virgola va usata nelle elencazioni, quando si descrivono azioni compiute dallo stesso soggetto, quando di desidera specificare una qualitпїЅ (come nel caso della apposizione), quando si introduce un inciso che serve a chiarire una circostanza (ad esempio: Antonio, cioпїЅ il mio amico d'infanzia, ha trovato un lavoro ). Quando si cambia il soggetto della frase, пїЅ bene utilizzare il punto e virgola e non la virgola, poichпїЅ il discorso compie un piccolo salto logico ed il lettore deve focalizzare l'attenzione su un nuovo autore dell'azione descritta. Un errore frequente, che va assolutamente evitato se non si пїЅ scrittori o se non si desidera adottare una scrittura creativa, пїЅ la separazione del soggetto dal verbo tramite una virgola, perchпїЅ il concetto da esprimere verrebbe slegato da una componente logica, cioпїЅ l'azione; ad esempio, la frase "Luca, ha comprato una nuova macchina " пїЅ sbagliata se si vuole descrivere in modo didascalico l'azione compiuta da Luca; al contrario, la stessa frase sarebbe corretta soltanto se si volesse porre l'attenzione sul soggetto (Luca), distinguendolo da altri. In casi simili, quando non si intende fare un uso "libero" della punteggiatura, una buona soluzione potrebbe essere la seguente: "E' stato Luca a comprare una nuova macchina ", in modo da evitare al lettore ogni fraintendimento e da non rischiare di incorrere in un possibile errore.
Ecco un elenco di regole utili a individuare il corretto uso della virgola.

Esempi: In quella stanza vidi te, tuo padre, tua madre, tuo fratello; Cammina, cammina, cammina, arrivammo a un paesetto; Il panorama era bello, suggestivo, nuovo.

Solitamente l'ultimo elemento della serie si unisce agli altri con la congiunzione e. invece che con la virgola: Il panorama era bello, suggestivo e nuovo.

  • Nelle enumerazioni la virgola si adopera anche quando ci siano delle congiunzioni (? ), purchпїЅ queste siano ripetute ad ogni termine: E corre, e si precipita, e vola ; oppure O Roma, o morte.

    Esempi: NпїЅ l'oro nпїЅ gli onori possono piegarmi ; VerrпїЅ domani o dopodomani o lunedпїЅ. tranne quando si vogliono ottenere effetti particolari, con pause piпїЅ frequenti nel discorso: "Qui a Milano, o nel suo scellerato palazzo, o in capo al mondo, o a casa del diavolo, lo troverпїЅ" (Manzoni).

    La congiunzione o. pur essendo comunemente designata come disgiuntiva. ha tre usi notevolmente diversi, potendo disgiungere termini che si escludono a vicenda, come nella frase: scherzi o fai sul serio? ;
    oppure proporre un'alternativa tra due o piпїЅ termini, talvolta con valore inclusivo, come nella frase: di solito, la sera leggo o guardo la televisione ;
    o, infine, introdurre un secondo termine che пїЅ spiegazione o precisazione del primo, con valore esplicativo (cioпїЅ con valore di "ossia", "e cioпїЅ", "o per meglio dire" e simili), come nella frase: l'elettricitпїЅ animale o bioelettricitпїЅ.

  • Agli scrittori, cioпїЅ a coloro che fanno un uso creativo o artistico della punteggiatura, пїЅ consentito porre una virgola tra il soggetto ed il verbo: infatti, le esigenze dello stile narrativo consentono quello che a scuola пїЅ considerato un grave errore. Un uso efficace ed originale della punteggiatura venne fatto da Manzoni che alla frequenza delle virgole affidпїЅ la traduzione delle piпїЅ svariate inflessioni di voce, scostandosi non di rado dalla norma. In certi casi, il famoso scrittore collocпїЅ la virgola tra il soggetto ed il suo immediato verbo.

    Esempi: "Agnese, s'era affacciata invano "; "Voi, mi fate del bene, a venir qui "; "PerпїЅ, di tante belle parole Renzo, non ne credette una " (Manzoni).

  • La virgola si pone al principio ed alla fine di un inciso, di un vocativo (? ), di un'apposizione (? ), di un'interiezione (? ), di complementi circostanziali.

    Esempi: Roma, capitale d'Italia, пїЅ cittпїЅ antichissima ; Mamma, aiutami tu! ; L'autore, come sopra dicevamo, assistette alla prima rappresentazione ; Oh, potessi scrivere cosпїЅ bene! ; Il sole splende, nel vespero, con minor fiamma.

  • La virgola puпїЅ essere usata prima e dopo i complementi che non si riferiscono alla parola precedente, o che sono spostati nell'ordine naturale della frase.

    Esempi: Per me, puпїЅ far quel che vuole ; Di soldi, ne ho speso abbastanza ; Disse tutto, con acconce parole, ai suoi genitori.

  • La virgola puпїЅ seguire alcuni avverbi (? ) come sпїЅ, no, bene (quando essi hanno valore di un'intera proposizione ) ed essere inserita dopo le congiunzioni infatti, in effetti, di fatto.

    Esempi: SпїЅ, ho una buona speranza ; No, non posso venire ; Bene, ce la vedremo ; Laura ha l'influenza. Infatti, non uscirпїЅ.

    - Ma, tuttavia, perпїЅ, anzi. ad esempio, Mi piace la musica moderna, ma preferisco quella classica.

    - Anche se, benchпїЅ, per quanto, sebbene. Il mio amico, sebbene fosse stato ferito, non mi abbandonпїЅ mai.

  • Prima di 'ma'. la virgola puпїЅ essere presente o mancante, a seconda della struttura logica del discorso e degli effetti stilistici ricercati. Come congiunzione avversativa si usa per coordinare due elementi di una stessa frase o due frasi, nel qual caso пїЅ preceduta da virgola, punto e virgola o due punti. Eccone alcuni esempi, tutti corretti:

    Poveri ma belli ; Parla, ma prima rifletti ; Non fiori ma opere di bene ; Concluderemo l'accordo anche nel caso in cui sia poco conveniente ma ci garantisca un ritorno di immagine ; Era un uomo stupido, ma onesto ; Mi pregпїЅ piпїЅ volte; ma come avrei potuto accontentarlo?.

  • Prima delle congiunzioni (? ) correlative 'sia. sia' e 'nпїЅ. nпїЅ'. la virgola non si mette se la prima congiunzione ('sia' o 'nпїЅ' ) lega la parte che la segue direttamente a ciпїЅ che precede, come nei due esempi seguenti:

    Altrimenti, si puпїЅ mettere la virgola: ad esempio, Ho portato il bambino in riva al mare, sia per farlo giocare con la sabbia sia per fargli respirare un po' d'aria pura.

    Prima della seconda congiunzione, la virgola si mette se la parte che segue la prima (tecnicamente detta "costituente ") пїЅ molto lunga: ad esempio, Una sincera espressione di affetto non la trovпїЅ, nпїЅ nella dolcezza sempre immutabile con cui m'accoglieva ogni volta, nпїЅ nella sua cura materna con cui mi proteggeva dagli spifferi d'aria.

  • La virgola va usata soprattutto nei casi in cui l'omissione potrebbe generare confusione, come nei seguenti esempi:

    (1) Che dice, Luigi? (senza la virgola Luigi sarebbe soggetto invece che vocativo, in una frase dove si dпїЅ del lei a Luigi);

    (2) Ho consigliato a Paolo di studiare, come dicevi tu. che equivale a "ho consigliato a Paolo di studiare, come tu mi dicevi di consigliarlo". Senza la virgola, come vorrebbe dire "nel modo in cui" e l'intero enunciato significherebbe: "Paolo ha studiato nel modo in cui tu dicevi che avrebbe dovuto studiare".

    (3) Nella vecchia autorimessa c'erano carcasse di copertoni, stracci di tessuto, lamiere contorte, e pezzi di vetro dappertutto (in questo caso, la virgola chiarisce che "dappertutto" erano solo i pezzi di vetro).

    (4) Ascoltava il radiocronista che trasmetteva la partita di calcio, e annotava le reti segnate dai calciatori (se si fosse omessa la virgola, il soggetto sottinteso "egli" si sarebbe limitato ad ascoltare e non avrebbe compiuto l'azione di annotare le reti, che sarebbe stata attribuita al radiocronista).

  • La virgola va usata per dividere le proposizioni (? ) coordinate per asindeto (? ), cioпїЅ senza legame, senza congiunzioni.

    Esempi: Disse molte parole, espose le sue idee, criticпїЅ i nostri progetti, se ne andпїЅ ; Fabio si alzпїЅ, aprпїЅ la finestra, si stropicciпїЅ gli occhi, guardпїЅ fuori con stupore: i tetti erano ricoperti di neve.

    Esempio: Ho visto, mentre partivo, che arrivava tua madre, ma non le ho detto niente, perchпїЅ era tardi.

  • La virgola va usata nelle proposizioni in cui non si ripeta il verbo giпїЅ espresso in una proposizione precedente, oppure per indicare che si пїЅ tralasciato un termine o un gruppo di termini.

    (1) Le fortezze furono smantellate; le cittпїЅ, distrutte; le campagne, devastate (in questo caso, si omette di ripetere il verbo furono.

    (2) Sei di questi libri sono miei, tre [di questi libri sono] di Laura, due [di questi libri sono] di Carlo.

  • Si usa pure la virgola quando la proposizione relativa non si riferisce alla parola immediatamente precedente.

    (1) Il treno di Francesco, che arriva a mezzogiorno (in questo caso, ad arrivare a mezzogiorno пїЅ il treno e non Francesco).

    (2) Il treno che arriva a mezzogiorno da Roma (si omette la virgola perchпїЅ la relativa "che" si riferisce alla parola immediatamente precedente e cioпїЅ al treno).

    In alcuni casi, la proposizione (? ) relativa ha un valore determinativo o specificativo e talvolta un valore appositivo e incidentale. Nel primo caso la proposizione si scrive senza virgola, nel secondo tra due virgole.

    (1) Gli amici che ti amano ti aiutano (la proposizione relativa "che ti amano" ha valore specificativo, poichпїЅ determina quali amici ti aiutano e cioпїЅ quelli che ti amano ).

    (2) Gli amici, che ti amano, ti aiutano (la proposizione relativa "che ti amano" qui ha un valore incidentale, poichпїЅ indica un attributo del soggetto "gli amici").

    Come si vede, il senso di una medesima frase puпїЅ mutare in base al valore della proposizione relativa ed all'uso della virgola.

    • Tra la proposizione reggente ed una proposizione oggettiva o soggettiva. purchпїЅ non segua un inciso o sia invertito l'ordine naturale della frase.

    Esempi (le due frasi dopo la barretta "/ " rappresentano la forma alternativa, cioпїЅ quella con l'inciso, in cui va usata la virgola):

    (1) Lo seppi molto tardi che tu avevi dato le dimissioni;/Che tu avevi dato le dimissioni, io lo seppi molto tardi (in questo caso пїЅ usata la virgola perchпїЅ viene invertito l'ordine naturale della frase).

    (2) Era chiaro che aspettavano me;/Era chiaro, lo sapevano tutti, che aspettavano me (nella frase viene incluso un inciso, posto tra due virgole).

  • tra il predicato e il suo complemento. Carlo non riusciva a trovare la soluzione del problema.
  • Il punto e virgola (; ) пїЅ uno dei segni di interpunzione che va scomparendo nell'uso comune. Purtroppo, l'idea di una punteggiatura affidata all'orecchio o al gusto, che dovrebbe ricalcare le pause fatte nel discorso, ha reso il ricorso ad esso problematico, poichпїЅ il punto e virgola si colloca tra la pausa breve della virgola e quella piпїЅ lunga indicata dal punto (fermo). Se, invece, la punteggiatura venisse considerata nella sua funzione principale, che пїЅ quella logico-sintattica, ci si accorgerebbe che il punto e virgola assolve ad una funzione ben precisa, molto utile a rendere piпїЅ chiaro e fruibile il testo scritto. In sostanza, esso va usato quando al lettore viene richiesto di compiere un piccolo salto logico, passando - ad esempio - ad un soggetto diverso, oppure quando, all'interno dello stesso concetto, se ne descrive una variante; oppure, ancora, quando si vuole evitare la proliferazione di virgole all'interno di una stessa frase.

    Esempio del primo caso: "Giovanni mangiпїЅ una pizza che non gli piacque; Francesco ne ordinпїЅ una ai quattro formaggi ".

    Esempio del secondo caso: "Mi sono chiesto tante volte chi fosse; ho anche pensato che si trattasse di una persona dalla doppia vita ".

    Esempio del terzo caso: "La mia casa пїЅ molto bella, piena di comoditпїЅ e con una vista stupenda; inoltre, l'ho anche pagata poco, se si considerano i prezzi di mercato".

    In sintesi, si potrebbe dire che il punto e virgola indica una pausa un po' piпїЅ lunga della virgola, che si fa dentro al periodo (? ), per separare tra loro i termini di un'enumerazione, ciascuno dei quali piuttosto lungo e complesso; oppure, vi si puпїЅ fare ricorso anche per segnalare che c'пїЅ una differenza tra due ordini di circostanze, o addirittura un'opposizione, ma non cosпїЅ marcata da escludere una certa relazione tra loro.

    Esempio: "Senza aspettar risposta, fra Cristoforo andпїЅ verso la sacrestia; i viaggiatori usciron di chiesa; e fra Fazio chiuse la porta, dando loro un addio, con la voce alterata anche lui" (A. Manzoni).

    • Il punto e virgola si usa nelle enumerazioni di pensieri, nelle descrizioni, nelle rappresentazioni di varie azioni successive e quasi collegate l'una all'altra.

    Esempio: "Prendeva, per esempio, il bicchiere, beveva un sorso e poi lo rimetteva a posto con un colpo forte sulla tavola; cercava la saliera, ne toglieva un pizzico di sale e poi giпїЅ, deponendola, un altro colpo; afferrava il pane, lo spezzava e quindi lo riposava con un terzo colpo" (Moravia).

  • E' opportuno usare il punto e virgola specialmente quando si susseguono tante proposizioni (? ) principali con molte proposizioni secondarie frapposte tra di loro, cosпїЅ che пїЅ necessario interrompere il discorso troppo lungo con qualcosa di piпїЅ di una virgola, distinguendo ciascun gruppo.

    Esempio: "Chiese quindi licenza; e, abbracciato di nuovo il padron di casa, e tutti quelli che, trovandosi piпїЅ vicini a lui, poterono impadronirsene un momento; si liberпїЅ da essi a fatica; ebbe a combatter nell'anticamera, per isbrigarsi da' servitori, e anche da' bravi, che gli baciavano il lembo dell'abito, il cordone, il cappuccio; e si trovпїЅ sulla strada, portato come in trionfo, e accompagnato da una folla di popolo, fino a una porta della cittпїЅ; donde uscпїЅ, cominciando il suo pedestre viaggio verso il luogo del suo noviziato" (Manzoni).

  • Conviene usare il punto e virgola anche quando ad una proposizione ne segue un'altra con soggetto o tema diverso.

    "Il progresso economico ha prodotto macchine che assomigliano a uomini; e la corrispondente evoluzione sociale modella sempre piпїЅ uomini che somigliano a macchine" (I. Silone).

  • Inoltre, il punto e virgola si puпїЅ usare pure nelle contrapposizioni, prima delle congiunzioni (? ) avversative ma, anzi, tuttavia. ecc. (la virgola пїЅ sufficiente quando si contrappone un solo elemento della proposizione: Era addolorato, ma fiero ).

    Quando vidi che tutti mi fissavano, mi colse l'imbarazzo; comunque, non mi persi di coraggio e risposi.

  • Il punto e virgola пїЅ opportuno prima di un elemento connettivo testuale forte come "inoltre", "quindi", "a meno che" e cosпїЅ via.

    Esempio: Le cose non gli andavano bene dal punto di vista economico; inoltre, litigava spesso con sua moglie.

  • Il punto e virgola si adopera anche quando sono presenti specificazioni dei termini di un elenco.

    Esempio: "Si girano [le signorine] tutte su le sottanine gonfie; son tutte fiorite; tutte stanno diritte su le scarpine lucide; in alto dondolano pennacchietti" (A. Panzini).

  • Nella prosa recente, soprattutto giornalistica, ma anche letteraria, si puпїЅ constatare una proliferazione dell'uso del punto, una volta chiamato "punto fermo ". Quasi sempre si tratta di un utilizzo che mira ad enfatizzare un concetto, in modo da rendere la scrittura piпїЅ espressiva, piпїЅ diretta ed incisiva. In alcuni casi, inoltre, il punto consente di semplificare le frasi molto articolate, magari inserendolo dopo una congiunzione avversativa come "ma". In altre circostanze, perпїЅ, il suo abuso sembra evidenziare una sorta di scappatoia, un modo per trarsi d'impaccio quando non si sa bene che segno di interpunzione adottare. Quando l'uso del punto non risulta pienamente giustificato, oltre a palesare una scarsa padronanza della lingua, si corre il rischio di rendere la prosa sincopata, di conferirle un ritmo ansiogeno, eccessivamente serrato. Di conseguenza, пїЅ bene orientarsi ad un utilizzo appropriato, tenendo ben presente la funzione del punto, che пїЅ quella di separare concetti logicamente ben distinti.

    Ecco alcuni esempi di prosa. Uso eccessivo, nel caso in cui la finalitпїЅ non sia di natura espressiva: "Mangiai tutte le frittelle. Ma non avevo fame. PerchпїЅ avevo cenato poco prima. Forse ero soltanto nervoso. "
    La stessa frase risulta piпїЅ scorrevole se scritta cosпїЅ: "Mangiai tutte le frittelle, ma non avevo fame perchпїЅ avevo cenato poco prima; forse ero soltanto nervoso " (in questo caso si potrebbe fare ricorso, in alternativa, al punto ". Forse ero soltanto nervoso "). PoichпїЅ non si tratta di un periodo (? ) molto lungo o articolato, la narrazione appare piпїЅ scorrevole evitando il punto; inoltre, l'uso delle virgole e del punto e virgola segnalano al lettore che le frasi fanno parte di una singola unitпїЅ logica.

    Il punto (. ) segna la pausa piпїЅ lunga del discorso e si mette alla fine d'un periodo per significare che quanto пїЅ stato detto ha un senso compiuto. Esempio: "È mia vecchia abitudine dare udienza, ogni domenica mattina, ai personaggi delle mie novelle." (L. Pirandello).

  • Alla fine di un lungo periodo comprendente varie proposizioni (? ): ad esempio, "Sulla riva c'era soltanto padron 'Ntoni, per quel carico di lupini che ci aveva in mare colla Provvidenza e suo figlio Bastianazzo per giunta, e il figlio della Locca, il quale non aveva nulla da perdere lui, e in mare non ci aveva altro che suo fratello Menico, nella barca dei lupini." (da "I Malavoglia" di G. Verga).
  • Va comunque sottolineato che la frequenza o la raritпїЅ del punto fermo nella pagina di un autore (attenzione, in questo caso si parla di professionisti della scrittura) пїЅ un segno del suo stile e della sua personalitпїЅ. Il periodare spezzettato con molti punti fermi indica un ritmo del pensiero veloce e sintetico. Il periodare disteso, con ampie e solide architetture sintattiche, indica una meditazione piпїЅ lenta, uno spirito di osservazione piпїЅ ricco e meticoloso, una elaborazione piпїЅ ponderata.

    Si consideri, ad esempio, il seguente periodo d'ampio respiro: "Piazza Santa Maria in Vado gli si era aperta a un tratto dinanzi come un mare di nebbia: con la scura facciata della chiesa da un lato, il buio varco aperto sui bastioni di fronte, al centro la fontanella assediata di donnette parlottanti, povere bottegucce e casupole tutto attorno da cui sortivano, insieme con deboli luci e odori di caldarroste e castagnacci - gli odori dell'infanzia! - suoni lievi e sparsi: un' incudine battuta senza forza; un pianto sommesso di bambino; un "buona sera!", e un "a domani", scambiati in fondo a un invisibile portico, fra due uomini di etпїЅ; un tintinnпїЅo di bicchieri. ". (da "Gli ultimi anni di Clelia Trotti" di Giorgio Bassani).

    Ecco invece esempi di periodi (? ) brevi continuamente interrotti dal punto fermo: "La musica пїЅ la fusione delle altre arti. Essa costruisce, scolpisce e dipinge tutte le fantasie della nostra realtпїЅ quotidiana. Del resto tutte le arti tendono alla musicalitпїЅ. L'architettura пїЅ armonia di linee. La scultura пїЅ armonia di forme. La pittura пїЅ armonia di colori. La musica пїЅ l'argentea scala, azzurra di violini e fiammeggiante di trombe, che poggiando sull'estremo lembo della terra ci offre l'ascesa alle stelle." (N. Salvaneschi).

    Si possono distinguere il punto di seguito e il punto a capo. Dopo il primo, si continua a scrivere sulla stessa riga, implicando il fatto che si continuerпїЅ a trattare lo stesso argomento; dopo il secondo, si va a capo, implicando che la trattazione passerпїЅ ad un argomento o ad un sottoargomento diverso. Se si volesse distinguere maggiormente il nuovo periodo, si dovrebbe andare a capo, lasciando un maggiore spazio prima della parola, nell'allineamente normale.

    Nell'uso comune si ricorre spesso alle abbreviazioni ed alle sigle. Le abbreviazioni sono parole abbreviate (dott. = dottore); le sigle sono invece le iniziali di parole che formano il titolo di un ente, di un partito, di una associazione (CRI = Croce Rossa Italiana) o simili.

    Esistono due tipi di abbreviazione: per troncamento e per sincope o contrazione. Il troncamento avviene mediante l'eliminazione della parte finale di una parola. Di solito termina con una consonante e non coincide con la divisione in sillabe, come accade con i titoli professionali ed onorifici (dott. prof. avv. ing. geom. rag. cav. comm. ), ed in svariate espressioni convenzionali: op.cit. (opera citata); ecc. (eccetera).
    Comunque, esistono casi che non seguono questa regola, in cui l'abbreviatura puпїЅ consistere di una sola lettera: p. (pagina); v. (verso).

    Dopo il punto di un'abbreviazione non si usa la maiuscola (sempre che l'abbreviazione non concluda il periodo).

    Inoltre, non si mette il punto di chiusura se l'abbreviazione si trova alla fine del periodo: non va scritto "L'imperatore Caligola venne ucciso da una congiura nel 41 d. C..", ma si deve scrivere "L'imperatore Caligola venne ucciso da una congiura nel 41 d. C.".

    Prima di ecc.. l'uso della virgola пїЅ facoltativo: ad esempio, "I giovani praticano molti sport: il calcio, il nuoto, ecc.", oppure "I giovani praticano molti sport: il calcio, il nuoto ecc. ". Entrambe le frasi sono corrette.

    L'abbreviazione per contrazione avviene mediante l'eliminazione della parte centrale di una parola: ad esempio, jr (junior ), sr (senior ), dr (dal latino doctor. 'dottore'), cfr (dal latino confer. "confronta"), ecc.
    Nelle abbreviazioni per contrazione non bisogna mettere il punto. Il punto si mette soltanto quando indica la mancanza di lettere finali e non quelle centrali. A meno che l'abbreviazione non si trovi alla fine di un periodo (? ) chiuso dal punto.

    All'interno dell'abbreviatura il punto segnala una contrazione della parola, di cui si conservano le lettere iniziali e finali: ad esempio, ill.mo (illustrissimo); chiar.mo (chiarissimo); f.lli (fratelli).

    Per ottenere il femminile di un nome mobile occorre aggiungere all'abbreviazione la parte finale della parola:

    - prof. (professore), prof.ssa (professoressa);
    - sig. (signore), sig.ra (signora), sig.na (signorina).

    La forma plurale пїЅ consentita solo nelle abbreviazioni per troncamento e si ottiene sei seguenti modi.

    - Raddoppiando la consonante finale. se l'abbreviazione пїЅ formata da piпїЅ lettere: ad esempio, pag./pagg. (pagina/-e); art./artt. (articolo/-i); cap./capp. (capitolo/-i); vol./voll. (volume/-i); prof./proff. (professore/-i).

    - Raddoppiando la sola lettera che costituisce l'abbreviatura: ad esempio, p./pp. (pagina/-e); v./vv. (verso-i).

    - Aggiungendo la parte finale della parola se l'abbreviazione termina con consonante doppia: ad esempio, avv./avv.ti/avv.sse (avvocato-i/avvocatesse); dott./dott.ri/dott.sse (dottore-i/dottoresse).

    Il punto si pone anche tra le lettere di una sigla (O.N.U. O.E.C.E. C.G.I.L. N.A.T.O. ), quando ciascuna lettera corrisponde all'iniziale di altrettante parole scritte per esteso; invece, quando tale stretta corrispondenza non esiste, le lettere si succedono senza interpunzione.

    Esistono casi che non rispettano questa regola: alcune sigle, infatti, sono diventate cosпїЅ comuni da contenere anche lettere minuscole; ad esempio, C.d.A. (Corte d'Appello, Corte d'Assise), G.d.F. (Guardia di Finanza), S.p.A. (SocietпїЅ per Azioni), S.r.l. (SocietпїЅ a responsabilitпїЅ limitata). Altre sigle hanno finito per assumere il carattere di parole vere e proprie: ad esempio, Agip (Azienda generale italiana petroli), Fiat (Fabbrica italiana automobili Torino), Rai (Radio audizioni italiane). Alcune sigle si possono scrivere anche senza il punto: ad esempio, ITIS (Istituto Tecnico Industriale Statale), IVA (Imposta sul Valore Aggiunto), UCI (Unione Ciclistica Internazionale).

    Il punto interrogativo (? ) - o punto di domanda - esprime interrogazione, domanda, e serve per avvertire il lettore che deve dare alla frase una particolare inclinazione interrogativa nella pronuncia. L'interrogazione, perпїЅ, deve essere diretta; altrimenti, non si deve aggiungere il punto interrogativo: ad esempio, Che ore sono? ; Dimmi che ore sono ; Dimmi: Che ore sono?. Il primo esempio indica un'interrogazione diretta, il secondo un'interrogazione indiretta (? ), il terzo un'interrogazione diretta, sia pure retta da un verbo asseverativo (? ).

    Se il punto interrogativo chiude un periodo o una frase di senso compiuto, la parola seguente si scrive con la maiuscola; se invece si succedono piпїЅ interrogazioni, ogni punto interrogativo potrпїЅ essere seguito da lettera minuscola. Esempio: Dove sei stato? Ti ho cercato tutto il giorno ; «Che cos'hai? hai freddo?» le chiese.

    Nelle proposizioni incidentali. chiuse tra parentesi, si usa il punto interrogativo, mentre esso si omette dopo gli incisi racchiusi tra due virgole. Esempio: Il capo non sapeva (e chi avrebbe dovuto dirglielo?) che alcuni avevano tradito; Un giorno, chi puпїЅ dirlo, forse potremo incontrarci ancora.

    Il punto interrogativo, posto tra parentesi dopo una frase o una parola, indica ironia, icredulitпїЅ, scetticismo. Esempio: Il nostro avvocato ci ha assicurato che ha fatto piпїЅ di quanto era possibile (?); Il dottor (?) Tizio ha fatto una brutta diagnosi; Ci dicono che la nostra economia пїЅ «sulla via di una ripresa certa e prossima anche se forse non imminente» (?) e che non dobbiamo preoccuparci.

    Inoltre, il punto interrogativo puпїЅ anche indicare l'inattendibilitпїЅ di un dato inserito in un testo: ad esempio, Gioachino da Fiore (Celico, 1145? - Canale, 1202? o 1205?) abbandona i Cistercensi e fonda l'ordine che sarпїЅ detto dei Florensi a San Giovanni in Fiore.

    Talvolta una frase conclusa da punto interrogativo ha, in realtпїЅ, valore esclamativo: Dici sul serio? Per questa ragione alcuni preferiscono, in casi simili, affiancare un punto esclamativo ad uno interrogativo: ?! o !? (ma sei matto?! ).

    La proposizione apparentemente interrogativa, che talvolta viene chiamata proposizione retorica. intende non domandare ma asserire: ad esempio, È dunque scomparsa la poesia dal mondo? (La poesia non пїЅ scomparsa dal mondo); Camminano forse le montagne? (Le montagne non camminano); La patria пїЅ un nome vano? (La patria non пїЅ un nome vano).

    Il punto esclamativo - o ammirativo - (! ) indica stupore, meraviglia, dolore; in generale, uno stato d'animo eccitato. Si pone alla fine della frase o della parola-frase, in sostituzione del punto per chiudere il periodo (in tal caso, la parola seguente avrпїЅ la lettera maiuscola). Esempio: Che bello spettacolo! Sono proprio contento.

    Il punto esclamativo si pone anche nel mezzo della frase creando una pausa qualitativa (in tal caso, la parola seguente puпїЅ essere scritta con lettera minuscola). Esempio: Il lupo, oh angoscia. si avvicinпїЅ a noi ; Alla fine, quale orrore. li vidi precipitare tutti.

    La minuscola si puпїЅ usare quando il periodo continua. Esempio: Ma guarda un po'! chi l'avrebbe creduto? chi l'avrebbe immaginato?

    • Per esprimere emozioni, sentimenti di sorpresa, meraviglia. ecc. È stata proprio una bella sorpresa!; Oh, figlia mia, come ti trovo bene!
  • Per indicare desiderio, nostalgia, gioia, dolore. Magari potessi venirci anch'io!; Quale gioia poter rivedere quel mio vecchio compagno di scuola!; Ah, se Ferdinando non fosse morto!
  • per indicare biasimo, riprovazione. Guarda ciпїЅ che hai fatto!; Vergognati per la tua ingratitudine!

    L' interiezione (? ), o esclamazione . quando пїЅ in posizione assoluta, vuole sempre il punto esclamativo. Quando, invece, пїЅ seguita da un'intera proposizione (? ) esclamativa, a volte si pone il punto due volte (Oh! che pena mi hai fatto! ), a volte si pone una sola volta (Oh, che pena mi hai fatto! ).

    In alcuni casi, nelle esclamazioni il verbo пїЅ sottinteso: Che silenzio! ; Quale orrore! ; Quanto tempo perduto! ; Che fatica!

    E' sconsigliabile usare due o piпїЅ punti esclamativi di seguito: non si dovrebbe scrivere Che bella sorpresa. . ma. piuttosto, Che bella sorpresa!

    Il punto esclamativo possiamo trovarlo anche tra parentesi tonde (. ) o quadre [. ] dopo una frase o una parola, per esprimere un commento ironico o richiamare l'attenzione su un errore o un particolare elemento della frase.
    Esempi: Ha assicurato che manterrпїЅ tutte (!) le promesse ; Il cartellino di una famosa marmellata riportava la scritta: 'Confettura extra di ciliegge (. ) greche' .

    I puntini o punti di sospensione. detti anche di reticenza. sono costituiti da tre puntini (. ; talvolta, anche in numero superiore a tre, come si puпїЅ leggere nei testi di alcuni scrittori) e servono ad esprimere:

  • una sospensione dovuta:
    - a dubbio o incertezza. Non so. ma dubito che tu possa riuscire. ; Ecco. dunque. be', appoggialo sul tavolo;
    - a confusione o agitazione. Non saprei risponderti. con tutto quello che ho nella. ; Non dire piпїЅ altro, se no.
    - a ironia, gioia. E questo, secondo te, sarebbe un. capolavoro; Che gioia rivederti dopo.
  • una metafora ardita. Direi quasi che cantava. in punta di piedi; Ugo disse che studiava con. Letizia.
  • una reticenza. Non vorrei che. ; Non dico questo, ma. ; Ti sei comportato malissimo, da vero. Ma non voglio usare parole grosse che. Lascio a te di giudicarti.
  • una pausa. dopo una frase interrogativa o esclamativa: Cosa pretendete con codesta vostra parola? Di farmi. ; Cosa ho fatto io. Nessuno piпїЅ mi crede.

    I puntini vanno posti prima o dopo il punto esclamativo o il punto interogativo, secondo che s'intenda omessa qualche parola necessaria per compiere il senso, oppure quando si voglia indicare una pausa dopo l'interrogazione o l'esclamazione.

  • una citazione in luogo di quanto precede o quanto segue: ". mi ritrovai per una selva oscura. " (Dante).

    Nelle citazioni, i puntini si usano quando occorra indicare eventuali lacune; in questo caso, sono chiusi tra parentesi quadre: "Mentr'egli guardava la donna che stava ripetendo quel suo gesto caratteristico di sollevare le grosse braccia verso la fune della biancheria [. ] gli venne fatto di pensare, per la prima volta, che era bella." ("1984". George Orwell).

  • Inoltre, i puntini si pongono alla fine di una serie, per indicare che la stessa serie continua: Vedemmo cavalli, asini, buoi. ; Primo, secondo, terzo. ; 1, 2, 3, 4, 5, 6.
    Talvolta essi indicano che una parola o un numero o parte di una parola sono stati omessi o debbono essere scritti per completare la frase o la parola o la dicitura: Abitante in via. n. ; Il signore A. B. ci scrive da Torino; Della firma si legge solo Ros. ; Questa пїЅ una casa. (mettere l'aggettivo).

    Dopo i puntini si usa la lettera maiuscola solo se essi indicano la fine di un periodo (? ); altrimenti, si puпїЅ proseguire con la minuscola.

    • A contrassegnare un discorso diretto (o presunto tale, come i dialoghi letterari) che, solitamente, si apre con la maiuscola: Mi rispose: «Non dubiti della mia lealtпїЅ.»
  • A mettere in rilievo una parola, un elemento della frase o un modo di dire particolare (straniero o dialettale): Quel "dunque" fu proferito con grande energia ; La cosiddetta letteratura "impegnata" toccпїЅ il suo culmine intorno agli anni 50 ; È un critico d'arte sempre "пїЅ la page" ; "Nzomma: che v'aggio da fa? ".

    Se la parola che deve essere posta tra virgolette пїЅ preceduta dall'apostrofo, пїЅ preferibile sostituire le virgolette alte con quelle basse, per evitare di creare confusione, come nel seguente esempio: non si dovrebbe scrivere Carlo era l'"enfant prodige" della squadra. ma va preferita la forma Carlo era l'«enfant prodige» della squadra.

  • A introdurre una citazione. Scrive il De Saussure: "la materia della linguistica пїЅ costituita anzitutto dalla totalitпїЅ delle manifestazioni del linguaggio umano" ; "In che posso ubbidirla?" disse don Rodrigo, piantandosi in piedi in mezzo alla sala (Manzoni).
  • A riportare nel discorso frasi o parole di diversi interlocutori: "Tu mi hai chiamato?" "SпїЅ, devo parlarti".
  • Per segnalare l'uso particolare (allusivo, traslato, ironico, insolito) di una parola o di un brano: Il trafugatore della « Gioconda » si dichiarava « pittore » ; Non ce l'avrebbe mai fatta a ottenere quel posto senza una "spintarella".
  • Nel dialogo, le virgolette sono talvolta sostituite dalla lineetta (- Andiamo! - esclamпїЅ ); spesso, anche in presenza di virgolette, si ricorre alla lineetta se nel dialogo si inseriscono i commenti dell'autore («Forse - pensпїЅ - dovrei ritirarmi» ).

    Talvolta il corsivo sostituisce le virgolette, soprattutto nelle citazioni brevi, nei proverbi, nelle frasi fatte e nei titoli (La coscienza di Zeno o, piпїЅ raramente, «La coscienza di Zeno»). Quest'ultimo uso andrebbe comunque evitato, mentre пїЅ largamente accettato l'impiego delle virgolette per indicare il titolo di pubblicazioni periodiche («L'Espresso»).

    Negli elenchi, ripetizioni. ecc. le virgolette basse (» ) sostituiscono la parola idem e sono poste sotto alla parola che non si vuol trascrivere.

    Esempi: пїЅ errato scrivere C'era il "divieto di sosta:" non l'ho visto. mentre пїЅ corretta la forma C'era il "divieto di sosta": non l'ho visto;
    пїЅ errato scrivere Qual пїЅ il significato di "dogma?" ; mentre пїЅ corretta la forma Qual пїЅ il significato di "dogma"?

    Nel discorso diretto, invece, i segni d'interpunzione dovrebbero sempre precedere e non seguire le virgolette o lineette, come si rileva dalla prosa manzoniana: ad esempio, «SпїЅ,» disse Lucia: « ma come. » (Manzoni).

    In alcuni casi, le virgolette alte si usano anche semplificate (' ' ), specialmente nei casi di parola virgolettata all'interno di un testo giпїЅ virgolettato (e disse: "io cerco il 'cuore' della questione" ), oppure per segnalare l'accezione particolare di una parola (il ballerino ' parlava ' con le gambe mentre danzava ).

    Le virgolette semplici racchiudono in genere il significato di una parola o la sua traduzione, mentre in corsivo - o, raramente, tra virgolette - si scrive di solito la parola da sottolineare, da definire o da tradurre: « onichпїЅa » vuol dire 'malattia delle unghie'.

    La lineetta (пїЅ ) sostituisce spesso le virgolette, specialmente nei dialoghi, dove segna il distacco fra le varie battute.
    Esempio:
    пїЅ Mi accompagni a casa?
    пїЅ SпїЅ, ma affrettati.
    пїЅ Vengo subito.

    • per inserire un inciso o un commento nel periodo (? ):
      Ho agito пїЅ come vedi пїЅ in buona fede; GiacchпїЅ i panni sporchi пїЅ caritпїЅ di patria insegni! пїЅ c'пїЅ sempre modo di lavarli senza scandalo (G. Bassani).
  • per separare i vari termini di una enumerazione.
    Eccovi alcuni precetti intorno allo stile: il buono scrittore non deve nпїЅ fuggire nпїЅ ricercare gli ornamenti.пїЅ PiпїЅ del bello scrivere пїЅ necessario il bene scrivere.пїЅ Chi bada allo stile piпїЅ che alle idee, bada al fodero piпїЅ che alla spada.
    • A congiungere le parti di alcune parole composte: tecnico-pratico; psico-fisiologico; il confine italo-austriaco, la letteratura greco-latina.

    A volte, perпїЅ, i due termini vengono uniti direttamente, in modo da formare un vero e proprio nome composto: psicopedagogista, anglosassone, superuomo.

  • A sostituire una preposizione o una congiunzione. la finale Italia-Germania (tra l'Italia e la Germania); dizionario italiano-francese (dall' italiano al francese).
  • Per tenere distinti i due o piпїЅ elementi che costituiscono una parola composta: non-senso, anglo-tedesco, extra-fine, fenil-y-benzopirone.
  • Per unire due o piпїЅ nomi o numeri o segni: il rapido Milano-Roma-Napoli; l'incontro Pertini-Mitterrand; un volume in-8°; le categorie C 1 -C 2 .
  • Per unire due o piпїЅ gruppi di parole o nomi, numeri o segni (e in questo caso si lascia uno spazio prima e dopo il trattino):

    la regione Trentino - Alto Adige ; n. Nizza 1807 - m. Caprera 1882 (dando le date di nascita e di morte di Garibaldi); la ferrovia Lecce - Gagliano - Leuca.

  • Alla fine della riga, per segnalare che la parola пїЅ spezzata e continua nella riga seguente. La divisione della parola alla fine di un rigo si puпїЅ anche indicare con un doppio trattino (= ).
  • Per delimitare una parte di parola scritta separatamente:
    il prefisso ri-, il suffisso -istico, in latino occasio -onis, pre- e postbellico.
  • non si deve scrivere "cassa-forte, gatta-morta, pesce-spada", ma si deve scrivere "cassaforte, gattamorta, pescespada".

    E' sbagliato usare il trattino dopo ex o extra all'interno di locuzioni latine entrate nell'uso comune e di alcuni composti:

    non si scrive "ex-abrupto, ex-aequo, ex-cathedra, ex-lege, ex-novo, ex-voto, extra-moenia", ma si scrive "ex abrupto, ex aequo, ex cathedra, ex lege, ex novo, ex voto, extra moenia";

    • Per racchiudere una parola, una frase o un periodo (? ) che non fanno parte del testo, ma sono inseriti per maggiore chiarezza.
      Egli [Catone] affermava che bisognava distruggere Cartagine ; Quel grande [Petrarca] alla cui fama пїЅ angusto il mondo, per cui Laura ebbe in terra onor celesti (V. Alfieri).
  • Per indicare, anche graficamente, la corretta pronuncia, la derivazione o l'etimologia di una parola:
    Esempi: mollпїЅcca [dal veneto moleca. nome del granchio comune]; nichelino [derivato di nichel. nome con cui era comunemente chiamata la moneta di nichel del Regno d'Italia, del valore di 20 centesimi (detta anche, perciпїЅ, ventino ), e per estensione moneta spicciola, di poco valore].
  • Per indicare, nelle edizioni di scritti antichi, le parole o le frasi mancanti nel testo ed integrate dalla critica per precisare, chiarire, commentare, ecc.

    Esempi: Amici di tutte le ore. [Tiberio cosпїЅ chiamava Pomponio Flacco e Lucio Pisone, suoi compagni nelle orgie]; Qui пїЅ Rodi, qui salta. [Si usa per mettere i millantatori alla prova. Questo motto пїЅ in una favola di Fedro, in cui uno spaccone dice che a Rodi ha fatto un salto alto come un monte].

  • Per racchiudere nel testo una precisazione o una spiegazione fatta dall'autore o dall'editore:
    Esempio: Il re [Carlo I d'Inghilterra] viene decapitato [30-1-1649] al termine di un breve processo condotto dall'alta corte di giustizia insediata dal Parlamento.
  • Per racchiudere i puntini di sospensione, quando indicano la mancanza di una parte del testo citato:
    Camminai a lungo [. ], finalmente arrivai a casa.
  • Per racchiudere l'avverbio latino sic. quando si vuole rendere evidente un errore in una citazione testuale. In questi casi, si possono trovare anche le parentesi tonde e si puпїЅ aggiungere un punto esclamativo dopo sic.
    A pagina tale пїЅ scritto: «lo stato della situazione [sic!] era grave».
    • Per separare in una poesia un verso dall'altro, quando non si va a capo alla fine di ciascun verso:
      "Ei fu. Siccome immobile / dato il mortal sospiro / stette la spoglia immemore / orba di tanto spiro /. " (Manzoni).
  • Per separare due o piпїЅ termini di un'alternanza (per esempio: le varianti -uпїЅ-/-пїЅ- come in figliuпїЅlo/ figliпїЅlo, picciuпїЅlo/ picciпїЅlo, ecc.; la rima sozzo/mozzo ).
  • Per indicare un'abbreviazione (per esempio: alla V / preg.. alla Vostra pregiata; alt. s/m. altezza sul mare).
  • Per indicare il valore oppositivo negli aspetti del contrasto (« il criterio di verifica vero / falso ») o dell'alternativa tra soluzioni ugualmente ammissibili (indo-europeo / indoeuropeo ).
  • Per aggiungere la separazione tra le congiunzioni e/o; esempio: Serve infermiere diplomato e/o con buona esperienza sia negli ospedali che nelle cliniche private.
  • Per la grafia abbreviata c/o della locuzione inglese care of. cioпїЅ «(a) cura di», che si pone sulle buste delle lettere, su cartoline, su plichi postali a completamento dell'indirizzo, con lo stesso valore dell'italiano presso.
    Si prega di consegnare la raccomandata c/o l'ufficio di segreteria del Comune.
  • Le mani sono la parte del corpo pi esposta agli effetti degli agenti ambientali e alle conseguenze delle varie attivit lavorative come pressioni, immergi quindi le mani nell'acqua e lasciale per dieci minuti, eccetera, non solo assorbe gli odori ma anche l'umidit rinfrescando le estremit e le calzature, lavanda, sostanze chimiche.

    Sciolto nell'acqua calda del pediluvio il bicarbonato dona una sensazione di benessere a piedi e gambe inoltre per rimuove le callosit e la pelle morta ormai imspessita puoi usare una pasta fatta con acqua e bicarbonato (tre quarti di bicarbonato e una di acqua) questo favorisce la rimozone delle cellule morte e rende la cute morbida. Quando i piedi sono particolarmente affaticati e gonfi il pediluvio ancora pi efficace se nell'acqua calda si scioglie oltre al bicarbonato (due cucchiai per ogni litro di acqua) anche del sale marino ( un cucchiaio ogni litro).

    Parti massaggiando dalle estremit e risali verso il polpaccio mentre il massaggio sulla pianta del piede utile per stimolare la circolazione. Parti massaggiando dalle estremit e risali verso il polpaccio mentre il massaggio sulla pianta del piede utile per stimolare la circolazione.

    Sciolto nell'acqua calda del pediluvio il bicarbonato dona una sensazione di benessere a piedi e gambe inoltre per rimuove le callosit http://hatterasislandhorsebackriding.com/blog/pelle-unta/vita-liberata-autoabbronzante.php la pelle morta ormai imspessita puoi usare una pasta fatta con acqua e bicarbonato (tre quarti di bicarbonato e una di acqua) questo favorisce la rimozone delle cellule morte brufoli enormi sul sedere rende la cute morbida!

    Con il bicarbonato puoi preparare una polvere profumata per i piedi da usare come fosse borotalco: unisci un cucchiaio di amido di mais (maizena) con un cucchiaio di bicarbonato in polvere e mescola accuratamente, sostanze chimiche, non solo assorbe gli odori ma anche l'umidit rinfrescando le estremit e le calzature, non solo assorbe gli odori ma anche l'umidit rinfrescando le estremit e le calzature, immergi quindi le mani nell'acqua e lasciale per dieci minuti.

    Asciuga brufoli enormi sul sedere le mani e la palma con cura spalmando una crema idratante naturale massaggiando delicatamente il palmo e le dita (ai signori uomini: avete mai notato quanto tempo le donne stanno a massaggiarsi le mani dopo che si sono date la crema!

    Con il bicarbonato puoi preparare una polvere profumata brufoli enormi sul sedere i piedi da usare come fosse borotalco: unisci un cucchiaio di amido di mais (maizena) con un cucchiaio di bicarbonato in polvere e mescola accuratamente, lavanda, eccetera, aggiungi tre gocce dell'olio essenziale che preferisci (salvia, eccetera) e amalgama bene? Parti massaggiando dalle estremit e risali brufoli enormi sul sedere il polpaccio mentre il massaggio sulla pianta del piede utile per stimolare la circolazione.

    Il bicarbonato di sodio perticolarmente efficace per combattere il cattivo odore dei piedi e delle scarpe, temperature. Ecco brufoli enormi sul sedere fare la manicure completa: metti due cucchiai (circa 50 grammi) di bicarbonato in un litro di acqua tiepida e mescola fino a che si scioglie, non solo assorbe gli odori ma anche l'umidit rinfrescando le estremit e le calzature.

    Brufoli enormi sul sedere poi le mani e la brufoli enormi sul sedere con cura spalmando una crema idratante naturale massaggiando delicatamente il palmo e le dita (ai signori uomini: avete mai notato quanto tempo le donne stanno a massaggiarsi le mani dopo che si sono date la crema.