Infiammazione bulbo pilifero

Ecco come fare la manicure completa: metti due cucchiai (circa 50 grammi) di bicarbonato in un litro di acqua tiepida e mescola infiammazione bulbo pilifero a che si scioglie, non infiammazione bulbo pilifero assorbe gli odori ma anche l'umidit rinfrescando le estremit e le calzature.

Parti massaggiando dalle estremit e risali verso il polpaccio mentre il massaggio sulla pianta del piede utile per stimolare la circolazione. Con il bicarbonato puoi preparare una polvere profumata per i piedi da usare come fosse borotalco: unisci un cucchiaio di amido di mais (maizena) con un cucchiaio di bicarbonato in polvere e mescola accuratamente, liquidi, lavanda, menta, temperature.

Lascia i piedi a bagno nell'acqua calda per quindici minuti poi asciuga bene quindi fai o fatti (se sei pi fortunatao) fare un massaggio usando un cucchiaio di olio di mandorle in cui avrai sciolto 3 gocce di olio essenziale di lavanda? Lascia i piedi a bagno nell'acqua calda per quindici minuti poi asciuga bene quindi fai o infiammazione bulbo pilifero (se sei pi fortunatao) fare un massaggio usando un cucchiaio di olio di mandorle in cui avrai sciolto 3 infiammazione bulbo pilifero di olio essenziale di lavanda.

Si rende particolarmente utile d'estate oppure per chi pratica attivit sportiva (il bicarbonato pi adatto per le scarpe in materiale sintetico o in tela). Lascia i piedi a bagno nell'acqua calda per quindici minuti poi asciuga bene quindi fai o fatti (se sei pi fortunatao) fare un massaggio usando un cucchiaio di olio di mandorle in cui avrai infiammazione bulbo pilifero 3 gocce di olio essenziale di lavanda. Meglio non usare il bicarbonato nelle scarpe di cuoio perch assorbendo l'umidit rischia di farle seccare e indurire in alternativa si pu mettere il bicarbonato direttamente in una calza la sera annodandola e infilandola nella scarpa per poi lasciarvela tutta la notte.

Asciuga poi le mani e la palma con cura spalmando una crema idratante naturale massaggiando delicatamente il palmo e le dita (ai signori uomini: avete mai notato quanto tempo le donne stanno a massaggiarsi le mani dopo che si infiammazione bulbo pilifero date la crema.

Sembra che una delle componenti del fascino che la regina di Saba esercitò su re Salomone fosse il fatto di avere il corpo accuratamente depilato. La sostanza usata dalla regina di Saba era il solfuro d'arsenico; escludendo l'arsenico per ragioni di tossicità, i solfuri metallici sono ancora oggi usati per la depilazione. Vero o falso che sia, questa storiella dimostra come dall'antichità più remota sia stato considerato un grave inestetismo la presenza di peli superficiali sulle gambe, sul viso, alle ascelle.

I due termini depilazione ed epilazione hanno una notevole diversità di significato, anche se nel linguaggio corrente vengono identificati.

Depilazione vuol dire eliminare il pelo alla superficie cutanea, come si fa ad esempio con la rasatura

Epilazione significa l'allontanamento di tutto il pelo, bulbo compreso (per esemplificare ricorderemo lo strappo con le pinzette)

Può essere attuata con mezzi meccanici e chimici. Tra i primi abbiamo ricordato il rasoio, usato ancora abbastanza diffusamente per le gambe o le ascelle, e talora come riduttore della pelosità pubica.
Altro mezzo meccanico è il dischetto di carta abrasiva usato solamente sulle gambe.
I mezzi chimici si basano sulla distruzione della sostanza cheratinica a mezzo dell'azione combinata di agenti riducenti ed alcalini. Usati esclusivamente fino a qualche decennio fa ed oggi di applicazione molto limitata, sono i solfuri e solfidrati di sodio, potassio, calcio, stronzio. L'azione dei solfuri è particolarmente rapida, in quanto pochi minuti sono sufficienti alla distruzione dei peli; i loro inconvenienti maggiori sono rappresentati dall'irritazione che essi producono sulla pelle e dal cattivo odore che emanano. I solfuri sono stati negli ultimi decenni soppiantati dall'acido tioglicolico.
Sia i solfuri che i tioglicolati intaccano profondamente la struttura chimica della cheratina, trasformandola in un corpo amorfo e gelatinoso che si asporta col lavaggio. I depilatori chimici vengono presentati sotto forma di creme, paste, liquidi gelatinosi, anche stick. Dopo l'applicazione si deve procedere a un lavaggio molto accurato per eliminare i residui di prodotto.
Alla depilazione sarà utile far seguire un trattamento acido-astringente per togliere l'alcalinità e l'irritazione locale. Non si debbono usare depilatori chimici su pelli ammalate o presentanti lesioni di qualsiasi tipo.

La epilazione viene sempre condotta con mezzi fisici .L'elettrocoagulazione, eseguita mediante un ago sottilissimo che penetra, distruggendolo, fino al bulbo pilifero, è una operazione paramedicale che va eseguita da personale espertissimo, pena la rovina estetica definitiva di un viso.
L'epilazione, come viene fatta negli Istituti di Bellezza, si basa sullo strappo dei peli dopo averli imprigionati in uno strato di sostanze adesive. E' una operazione piuttosto dolorosa, che comunque viene sempre sopportata stoicamente. Le cosiddette cerette a caldo sono costituite da una fusione di colofonia (una massa resinosa ottenuta dalla distillazione della trementina) e cera d'api. Per l'uso, la ceretta viene fusa e spalmata sulla zona da depilare, dopo raffreddamento si strappa, asportando i peli rimasti incorporati nella massa cerosa.
Le cerette a freddo sono masse semisolide, il cui componente principale è il glucosio, che non necessitano di riscaldamento per essere spalmate. Allo strato formatosi sulla parte trattata si fa aderire una tela compatta, strappando la quale si ha l'asportazione sia della cera che dei peli.

Tutta la pelle è coperta di peli tranne la regione palmare, plantare e le pseudomucose.
Il pelo è contenuto nel follicolo pilifero che è un sacco a fondo cieco. Nel pelo distinguiamo una parte libera detta fusto una parte impiantata nel derma, e le radici raccolte nel follicolo pilifero.

Per procedere ad una buona depilazione, si deve per prima cosa osservare bene i peli, notare in quale direzione vanno, in modo da poterli estirpare completamente.

E' facilmente comprensibile che la depilazione è di breve durata, perché il fusto in breve tempo ricresce, ma è una pratica di facile e svelta esecuzione, specie in tutti quei casi per cui sono controindicati altri metodi. L'epilazione dura in media venti-trenta giorni, ma è una pratica piuttosto complicata specie per chi non è pratico, quindi maggiormente richiesta all'estetista. Per prima cosa si deve scaldare e liquefare la cera nell'apposito scalda-cera; la cera non deve risultare troppo liquida, ma piuttosto densa, e prima di applicarla, conviene saggiarne il calore applicandone un poco sul proprio polso. La parte da epilare dovrà essere preventivamente passata con talco, la cera verrà poi stesa in contropelo, facendo attenzione alla direzione dei peli. Si lascerà asciugare per pochi minuti e poi si procederà allo strappo, che più sarà deciso più risulterà indolore. Così il calore della cera aprirà il follicolo pilifero e il pelo verrà estirpato fin dalla radice.
L'epilazione è molto efficace, ma non sempre è praticabile su tutte le clienti. Infatti è assolutamente controindicata quando si soffre di vene varicose o di capillari dilatati in superficie ; questo perché la cera calda può peggiorare la delicata situazione circolatoria e lo strappo può dar luogo a travasi di sangue. In questi casi è buona norma consigliare alla cliente un'epilazione con mezzi chimico-fisici.

Il termine scientifico corrisponde all'espressione di uso corrente peli superflui, ma si riferisce - in modo prevalente - ai peli del viso. Per un buon numero di giovani donne questa disfunzione costituisce un vero dramma, un handicap pesante da sopportare, capace di creare pericolosi e duraturi complessi.
La comparsa dei peli superflui sul viso femminile può verificarsi nelle giovani donne subito dopo la pubertà; può associarsi o essere la conseguenza di disfunzioni ormonali oppure di trattamenti ormonali non appropriati. Anche particolari condizioni di lavoro, in stato di continua tensione nervosa, possono determinare fenomeni di ipertricosi.
E' dimostrato inoltre che l'uso continuato di creme non istofile, contenenti grassi di origine minerale (ad esempio la vaselina), possono dar luogo alla comparsa di peli superflui.
Può verificarsi l'ipertricosi qualora la pelle divenga asfittica per accumulo di impurità diverse, per invecchiamento o per eccesso di sebo che la cute non riesce più ad eliminare con sufficiente sollecitudine.
In tutti questi casi l'intervento del medico è sempre indispensabile non tanto per eliminare i peli già esistenti quanto, invece, per fare cessare al più presto le cause determinanti la lamentata disfunzione pilifera.

I dati sulla reale efficacia di questi trattamenti, che promettono risultati definitivi, sono assai contrastanti e non permettono, allo stato attuale, di dare garanzie in tal senso.
Certamente rivestono un ruolo importante sui risultati ottenuti, componenti personali quali lo stato fisiologico o predisposizioni di tipo ereditario; dato che tutti questi trattamenti prevedono l'utilizzo di apparecchiature e quindi di un operatore, anche la padronanza della tecnica da parte di quest'ultimo e la validità della tecnologia impiegata rivestono una certa importanza.

Tra tutti i metodi definitivi oggi in auge è sicuramente quello più utilizzato e consiste nell'attacco e nella distruzione di ogni pelo, uno alla volta. L'operatore estetico impiega a tale scopo un ago di tale finezza da poter raggiungere il bulbo e distruggerlo mediante il passaggio di una corrente ad alta frequenza. Il trattamento non è per nulla doloroso, tutt'al più è snervante sia per la paziente che per l'operatore. Se questi è molto abile può eliminare un gran numero di peli in una sola seduta. Il numero delle sedute è dunque in rapporto al numero di peli da togliere e al grado di pazienza della cliente.

Simile come concetto di funzionamento al metodo dell'elettrocoagulazione, con la differenza che l'elemento di conduzione della corrente elettrica non è invasivo perché, al posto dell'ago, si utilizza una pinza che, pinzandolo sfrutta lo stelo del pelo come trasmettitore delle scarica al bulbo. Metodo piuttosto conclamato sino a pochi anni fa, attualmente ha perso molta credibilità, soprattutto dopo che la FDA Americana ha espresso un parere negativo sulla reale capacità di ottenere effetti di depilazione definitivi.

Recentemente è stato proposto per la depilazione definitiva l'utilizzo del laser. Anche se di tecnologie differenti tutti i laser attualmente proposti si basano sul concetto comune della: "fototermolisi selettiva".
Essi emettono luce monocromatica ad una frequenza tale da poter aggredire selettivamente la melanina presente nel pelo e, soprattutto nel suo bulbo. Ad oggi questa tecnologia necessita ancora di ulteriori approfondimenti sulla reale efficacia ed innocuità, sull'assenza di effetti collaterali e di un affinamento delle metodiche per poter garantire operatori estremamente qualificati.

In assoluto i più utilizzati, soprattutto per i trattamenti casalinghi. Sono prodotti cosmetici a base di sostanze in grado attaccare chimicamente la struttura cheratinica del pelo Essi distruggono il pelo solo nella loro parte visibile e tra l'altro presentano l'inconveniente di lasciare un cattivo odore; il loro pH assestato su valori basici procura situazioni di disturbo alla cute dotata di un pH fisiologicamente acido.

Come per i depilatori chimici anche questi metodi tagliano solo la parte aerea del pelo, normalmente la risposta della pelle è quella di una ricrescita accellerata di peli che aumentano sia di numero che di volume. Dei due metodi quello sicuramente sconsigliabile è quello del rasoio a lama mentre quello elettrico può risultare accettabile per zone molto delicate come le ascelle .

Di varie tipologie e differenti metodologie di applicazione, sfruttano la capacità di alcune resine naturali (colofonie e loro derivati) di inglobare con forza lo stelo del pelo quando vengono spalmate sulla pelle e di trascinarlo via quando vengono strappate. Si suddividono in cere a freddo e a caldo a seconda delle temperature di utilizzo. Quelle a caldo si presentano di consistenza solida e sono miscele di resina con cere naturali quali la cera d'api e candelilla, cere microcristalline e paraffina. Vengono scaldate sino a fusione ed applicate quando, ancora allo stato semifluido a temperature intorno ai 40° C, sono ancora plasmabili. Sulla pelle prendono una consistenza gommosa e possono quindi essere asportate, mediante un'azione decisa di strappo, in soluzione unica. Quelle cosiddette a freddo, a temperatura ambiente si presentano di consistenza semisolida, attraverso un riscaldamento più moderato possono essere portati ad una consistenza sciropposa e possono quindi essere applicate a temperature più vicine a quelle della pelle. L'azione di strappo viene effettuata dopo aver fatto aderire lo strato deposto sulla pelle con una striscia pretagliata di tessuto. Ambedue grazie all'azione del calore trasferito sulla pelle quando vengono applicate, provocano un'azione di dilatazione del follicolo pilifero, se la manualità di strappo è eseguita con una certa perizia, si ottiene una rimozione significante di peli completi anche del loro bulbo pilifero, l'azione di ritardo e di indebolimento della ricrescita in questo caso viene ottenuta con una certa gradualità.

In questi ultimi anni sono stati individuati alcune sostanze vegetali in grado di ritardare gradualmente la ricrescita dei peli. Devono essere utilizzate con una certa costanza, applicate subito dopo l'epilazione con la cera quando il follicolo (non estratto solidalmente al pelo) è stato trascinato verso l'alto del follicolo e si trova più esposto all'azione del prodotto; e nei 4-6 giorni successivi all'epilazione, permettono dopo un numero di cicli di epilazione-applicazione soggettivi di ottenere risultati concreti percentualmente significativi. Una di queste sostanze vegetali, la papaina (presente nel succo fresco del frutto papaia), agisce sfruttando le sue proprietà cheratolitiche (lisi delle strutture proteiniche) sulle cellule del bulbo pilifero procurando dei danni che ne rallentano la normale attività proliferativa.
La peculiarità di agire esclusivamente su cellule vive permette di sfruttare selettivamente questo enzima che trascurerà le strutture formate da strutture proteiniche inerti quali quelle dello stelo del pelo e lo strato corneo della pelle. L'altro gruppo di sostanze vegetali è rappresentato da alcuni oli essenziali contenenti frazioni di componenti chimici particolari in grado di rallentare la ricrescita del pelo attraverso un meccanismo d'azione ancora non perfettamente conosciuto, ma obbiettivato dalle esperienze pratiche accumulate da svariati anni.

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