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Cosa sono le leucemie acute?
Le leucemie sono tumori del sangue che si originano dalla crescita anomala di una cellula staminale (una cellula non ancora matura e con molte potenzialità). Le leucemie acute si classificano, in base al tipo di cellula affetta, in leucemia acuta mieloide e leucemia acuta linfoide.
Quali sono le cause delle leucemie acute?
Le leucemie acute sono malattie dovute a un insieme di fattori predisponenti, individuali e soprattutto ambientali, non del tutto noti.
Sono tumori frequenti?
Le leucemie acute sono da considerarsi tumori rari. In Europa l’incidenza annuale della leucemia mieloide acuta, così come quella della leucemia linfoide acuta, è di 2-4 casi su 100.000 abitanti.
Come si curano?
La terapia standard stelle leucemie acute è la chemioterapia. In casi ritenuti ad alto rischio di ricaduta si rende necessario il trapianto allogenico (da donatore) di midollo osseo.

Le leucemie acute sono tumori delle cellule del sangue, caratterizzati da una crescita e differenziazione alterata di una singola cellula staminale. La cellula diventa tumorale perché perde i meccanismi complessi che ne regolano la crescita e la differenziazione e acquisisce una serie di alterazioni cromosomiche e molecolari. L’organismo produce in abbondanza queste cellule non funzionali lasciando poco spazio a quelle normali e il mancato equilibrio produce i sintomi della leucemia (anemia, emorragie, infezioni). A seconda del tipo di cellula affetta si distinguono le leucemie acute mieloidi che sono più frequenti nell’adulto e le leucemie acute linfoidi. più comuni nel bambino ma possibili anche nell’adulto.

Il midollo osseo, contenuto in sterno, bacino, coste, vertebre e cranio, è il principale organo deputato alla produzione delle cellule del sangue. Dal midollo originano le cellule staminali che daranno origine alle cellule mature del sangue: iglobuli rossi, che hanno la funzione di trasportare l’ossigeno, le piastrine cheimpediscono le emorragie quando un vaso sanguigno viene lesionato e i globuli bianchi che hanno una funzione protettiva contro le infezioni.

Quante persone si ammalano di leucemia acuta?
La leucemia acuta mieloide (LAM) rappresenta il 30% di tutte le leucemie dell’adulto,con un’incidenza annuale in Europa pari a 2-4 casi su 100.000 abitanti. Può presentarsi a qualsiasi età ma la sua frequenza tende ad aumentare con il passare degli anni (13 casi su 100.000 abitanti nella popolazione con più di 65 anni). E’ definita “secondaria” quando si manifesta in pazienti esposti a sostante chimiche cancerogene, sottoposti a chemioterapia e/o radioterapia per un altro tumore o quando è l’evoluzione di un’altra patologia del sangue nota come sindrome mielodisplastica. La leucemia acuta linfoide (LAL) rappresenta l’80% delle leucemie dei bambini e nei giovani sotto i 15 anni e il 20% delle leucemie dell’adulto; i due terzi dei casi interessano bambini con età compresa tra due e sei anni. Rappresenta circa il 15% delle leucemie dell’adulto ed è più frequente nei maschi.
Esistono differenze nei due sessi?
La leucemia mieloide acuta è più frequente nel sesso maschile, ma non esistono differenze nella sopravvivenza tra i due sessi. La leucemia linfoblastica acuta è più frequente nel sesso maschile (rapporto maschio/femmina di 0,9 per le donne). In Europa l’incidenza annua è 1,3 casi ogni 100.000 maschi e 0,9 per le femmine. Nel periodo 1990-1994 la sopravvivenza a 5 anni è stata lievemente superiore negli uomini rispetto alle donne (25% nei maschi rispetto al 23% nelle donne).

  • agenti fisici: radiazioni ionizzanti (impianti nucleari, procedure mediche)
  • agenti chimici: diverse sostanzecome il benzene, il butadiene, l’ossido di etilene, i chemioterapici utilizzati nel trattamento di altri tumori
  • esposizione a campi elettromagnetici di forte intensità (argomento dibattuto)
  • condizioni genetiche: sindrome di Down, S. di Bloom, S. di Klinefelter, neurofibromatosi, ecc.
  • industrie e occupazioni: calzaturifici, raffinerie di petrolio, fabbriche di lavorazione della gomma, benzinai.

La sintomatologia delle leucemie acute è legata al fatto che le cellule tumorali (dette blasti ) si accumulano in modo abnorme nel midollo osseo determinando una soppressione della crescita e differenziazione delle normali cellule emopoietiche. cioé che producono sangue, (insufficienza midollare). Ciò comporta una riduzione della produzione dei globuli rossi con conseguente anemia, dei granulociti (neutropenia) con conseguenti infezioni e delle piastrine (piastrinopenia) con conseguenti emorragie. Nel caso di febbre persistente o di infezione che non si risolve con i comuni antibiotici, di eccessiva stanchezza e pallore cutaneo o di sanguinamenti non provocati, è consigliabile recarsi dal proprio medico curante. Altri sintomi includono: sudorazione eccessiva, ingrandimento di un linfonodo, di fegato e milza, gengive ipertrofiche o facilmente sanguinanti e dolori ossei. In alcuni tipi di leucemia acuta le cellule tumorali si possono accumulare anche nel sistema nervoso centrale producendo vomito, cefalea e confusione.

La diagnosi di leucemia acuta si effettua di solito in seguito alla comparsa di uno o più sintomi (è raro che il riscontro sia occasionale). Due esami, l’asportato midollare e la caratterizzazione immunologica permettono di identificare il tipo di leucemia e anche il tipo di strategia terapeutica da adottare. In alcuni casi l’analisi morfologica (cioè l’osservazione al microscopio) dei globuli bianchi, il cui numero può essere superiore o inferiore alla norma, consente di indirizzare la diagnosi verso uno dei due tipi di leucemia acuta, ma per avere la conferma è necessario ricorrere all’aspirato midollare. Si tratta di un prelievo di midollo osseo (agoaspirato ) che può essere eseguito sullo sterno o sulle ossa del bacino o, in alcuni casi (agoaspirato povero di cellule) su un frustolo (frammento) di osso. L’analisi microscopica del midollo consente di individuare la presenza di una infiltrazione di cellule leucemiche (blasti) che sono caratterizzati in laboratori specializzati attraverso un’indagine chiamata immunofenotipo .

La citogenetica e la biologia molecolare sono analisi genetiche specialistiche eseguite sulle cellule leucemiche con lo scopo di individuare la presenza di eventuali alterazioni nel numero o nella struttura dei cromosomi. Sulla base di queste informazioni è possibile definire un rischio biologico della malattia (alto, intermedio o basso) che può essere sfruttato per costruire protocolli terapeutici diversificati, riservando i trattamenti più aggressivi ai casi ritenuti ad alto rischio.

La puntura lombare o rachicentesi è un’indagine che permette, attraverso un sottile ago inserito tra la quarta e quinta vertebra lombare, di prelevare un liquido presente tra i foglietti (meningi ) che avvolgono il cervello. L’analisi del liquor consente di individuare l’eventuale presenza di cellule leucemiche nel cervello e quindi di dimostrare l’interessamento del sistema nervoso centrale che è più frequentenella leucemia linfoblastica. Durante l’esame è anche possibile somministrare farmaci chemioterapici direttamente nel liquor (rachicentesi medicata ) per prevenire o trattare un interessamento di tale sede.

Quando viene diagnosticata una leucemia acuta è necessario eseguire, oltre all’ aspirato midollare e all’eventuale rachicentesi, una serie di altri accertamenti:

  • raccolta di informazioni su eventuali patologie concomitanti, presenza di fattori di rischio occupazionali, allergie note;
  • esame obiettivo: visita completa;
  • esami della funzionalità renale ed epatica, della glicemia e del gruppo sanguigno ;
  • elettrocardiogramma (ECG) e radiografia del torace per escludere aritmie cardiache e infezioni polmonari;
  • sierologia virale (HBsAg, HCV, HIV, CMV, VZV) importante soprattutto per identificare i pazienti con epatite.
  • terapia di supporto
  • chemioterapia (terapia con farmaci antitumorali) di induzione della remissione
  • terapia di consolidamento (chemioterapia, autotrapianto di cellule staminali emopoietiche allotrapianto di midollo osseo) .La cura di una leucemia acuta richiede l’ospedalizzazione del paziente; nel corso del trattamento potranno esserci cicli chemioterapici somministrabili in regime di Day-Hospital che consentono al malato di rimanere a casa.

La terapia di supporto ha la funzione di ridurre il rischio di complicanze potenzialmente mortali conseguenti alla malattia e comprende:

  • adeguata idratazione e somministrazione di allopurinolo: i liquidi endovena associati all’allopurinolo (farmaco che riduce l’acido urico) prevengono le complicanze metaboliche dovute alla rapida distruzione delle cellule leucemiche, quali l’insufficienza renale acuta, l’incremento del potassio e la riduzione della calcemia con possibili aritmie cardiache;
  • trasfusioni di globuli rossi: per prevenire le complicanze legate a una ossigenazione inadeguata del sangue;
  • trasfusioni di piastrine: per ridurre i rischi di emorragie potenzialmente letali.
  • prevenzione delle infezioni: per prevenire le infezioni dovute alla riduzione delle difese immunitarie è necessario:- isolamento del malato e attuazione di provvedimenti igienici (disinfezione routinaria del cavo orale e degli orifizi);- somministrazione preventiva di antibiotici e antimicotici;-dopo la chemioterapia, somministrazione sottocute del fattore di crescita granulocitario che riduce il tempo della neutropenia.

La chemioterapia di induzione consiste nella somministrazione di un ciclo di chemioterapia allo scopo di ridurre al minimo l’infiltrazione leucemica, consentendo alle cellule sane di ripopolare il midollo ottenendo una remissione completa (ottenuta in circa il 70-80% dei casi). Un ulteriore ciclo chemioterapico (ciclo di salvataggio ) è richiesto per chi non risponde al primo trattamento.

I chemioterapici agiscono bloccando il normale ciclo cellulare e inducendo la morte cellulare; possono essere utilizzati singolarmente o, più spesso, in combinazione.

I farmaci chemioterapici esistono in diverse formulazioni: orale, endovena (la più utilizzata nelle leucemie acute)e intramuscolo. All’esordio della malattia, viene inserito un piccolo tubicino nella vena succlavia (situata alla base del collo), che consente di somministrare i farmaci ed eseguire i prelievi di sangue. Il dispositivo può essere gestito a domicilio e viene rimosso solo al termine del programma terapeutico.

Gli effetti collaterali della chemioterapia sono legati al fatto che questi farmaci agiscono anche sulle cellule sane, danneggiandole in modo serio ma reversibile.
I più frequenti sono:

  • nausea e vomito: legati all’azione dei chemioterapici a livello dell’area cerebrale che controlla il vomito. I farmaci per controllarli si chiamano antiemetici.
  • stipsi (stitichezza): dovuta alla riduzione della motilità intestinale per interferenza con il plesso nervoso che innerva l’intestino. Esistono farmaci chiamati procinetici che aiutanoa ripristinare la funzionalità intestinale;
  • diarrea: dovuta all’infiammazione della mucosa intestinale (mucosite ). Tale sintomo può essere controllato con l’utilizzo di farmaci antidiarroici;
  • alopecia (perdita dei capelli): si tratta di una perdita momentanea che viene recuperata al termine del trattamento. Durante la chemioterapia è consigliabile, per questioni igieniche, il taglio dei capelli.

La terapia di consolidamento ha la funzione di ridurre al minimo il rischio di ricaduta della malattia. Esistono diversi protocolli che prevedono regimi di consolidamento differenti e all’interno di ciascuno l’approccio terapeutico può essere diversificato a seconda del rischio biologico/clinico della malattia. Questo significa che terapie più aggressive, come l’autotrapianto e il trapianto allogenico, vengono riservate ai casi che hanno un rischio di ricaduta maggiore.

La chemioterapia di consolidamento, una fase che dura in media sei mesi, utilizza schemi terapeutici con gli stessi farmaci utilizzati in induzione ma a dosaggi più elevati e/o con farmaci diversi. Alcuni protocolli prevedono una fase successiva di “mantenimento” in cui si utilizzano chemioterapici a basse dosi (spesso somministrati per bocca) che può durare 1-2 anni ed è effettuata in regime ambulatoriale o di Day-Hospital.

Alcuni protocolli includono nella terapia di consolidamento l’autotrapianto di cellule staminali emopoietiche (che daranno origine a cellule del sangue) cioè la reinfusione, dopo terapia, delle proprie cellule staminali raccolte in precedenza. Le cellule staminali consentono un rapido recupero della funzione midollare e la somministrazione di dosi molto elevate di chemioterapia e in alcuni casi l’irradiazione corporea totale. La radioterapia così eseguita ha, come la chemioterapia, la funzione di eliminare tutto il midollo e di conseguenza anche eventuali cellule leucemiche residue. La raccolta delle cellule staminali può essere effettuata in due modi:

  • espianto di midollo osseo (utilizzato soprattutto in passato): al paziente, attraverso ripetute aspirazioni a livello delle ossa del bacino, viene prelevato il midollo osseo. Questa metodica richiede l’anestesia generale e viene effettuata in sala operatoria.
  • prelievo di cellule staminali emopoietiche da sangue periferico (aferesi): con una procedura che facilita l’immissione nelcircolo sanguigno delle cellule staminali dopo la chemioterapia (ciclo di mobilizzazione) è possibile nella maggior parte dei casi raccoglierne un numero adeguato con una specifica apparecchiatura.

Il trapianto allogenico midollare consente la completa sostituzione del midollo del paziente con quello del donatore.
E’possibile trapiantare:

  • midollo osseo: attraverso l’espianto di midollo osseo (vedi descrizione paragrafo precedente);
  • cellule staminali emopoietiche da sangue periferico
  • cellule staminali da cordone ombelicale: esistono banche in cui sono raccolti i cordoni ombelicali che vengono donati al momento del parto. Ogni cordone ombelicale contiene una quota piuttosto esigua di cellule staminali che possono però essere sufficienti per supportare un trapianto in un bambino o in un adulto con un basso peso corporeo. Attualmente si stanno mettendo a punto metodiche in grado di espanderele cellule in laboratorio in modo da averne a disposizione un quantitativo superiore. Il donatore può essere un familiare consanguineo (fratello o sorella: probabilità di compatibilità del 25%) o un donatore volontario sano. Nel mondo esiste un Registro dei donatori volontari (IBMDR: International Bone Marrow Donor Register) a cui è possibile rivolgersi quando un paziente non ha un donatore in famiglia.Prima dell’infusione delle cellule emopoietiche, il paziente deve essere sottoposto a un regime chemio-radioterapico (regime di condizionamento) che ha la funzione di eliminare il proprio midollo in modo da garantire l’attecchimento di quello nuovo e di eradicare eventuali cellule tumoraliresidue. Il meccanismo d’azione del trapianto allogenico è di tipo immunitario: i linfociti (un gruppodi globuli bianchi) del donatore hanno la capacità di riconoscere come estranee le cellule leucemiche e di causarne la morte. Nei primi tre mesi questi linfociti possono però riconoscere come estranei alcuni organi del paziente come la cute, l’intestino ed il fegato (e successivamente anche le mucose, il fegatoe i polmoni. Per ridurre l’incidenza e la gravità di queste reazioni immunitariesi somministrano preventivamente farmaci immunosoppressivi (ciclosporina, metotrexate, siero antilinfocitario).

Nei casi di leucemia acuta considerati ad alto rischio il trapianto allogenico di midollo osseo consente, attraverso la completa sostituzione del midollo del paziente di ridurre notevolmente il rischio di ricaduta.

Oltre alla citata grave reazione immune, sinteticamente nota come effetto GVH, sono possibili anche le seguenti complicanze:

  • rigetto: il midollo del donatore non riesce a sostituire il midollo del paziente. L’incidenza di questa complicanza è molto bassa e dipende dal grado di compatibilità, minore è la compatibilità maggiore è il rischio di rigetto
  • infezioni: sono la causa più frequente di mortalità post-trapianto. Nel primo periodo il rischio è correlato alla neutropenia (mancanza dei leucociti neutrofili) e quindi le infezioni sono per lo più batteriche. Generalmente nei primi quattro mesi permane una condizione di immunodeficienza che espone maggiormente alle infezioni di origine fungina e virale (in particolar modo da citomegalovirus CMV)
  • sindrome ostruttiva sinusoidale (SOS): si manifesta subitodopo il trapianto ed è dovuta alla terapia di condizionamento. E’ causata dalla deposizione di fattori della coagulazione nelle piccole vene del fegato con conseguente necrosi epatica, è associata a mortalità elevata.

Il termine prognosi indica la possibilità di prevedere l’andamento di una malattia. Per riuscire a definire la prognosi di una leucemia acuta sono stati eseguiti e sono attualmente in corso diversi studi, per identificare i fattori legati a un andamento migliore o peggiore della malattia.

E’ possibile identificare due grossi gruppi di fattori prognostici, clinici e biologici.
FATTORI CLINICI:

  • età: i pazienti più giovani hanno migliori risultati rispetto ai più anziani;
  • cellule leucemiche circolanti: maggiore è il loro numero minori sono i risultati che si possono ottenere;
  • leucemia secondaria: le leucemie secondarie ad altri trattamenti o pregressa mielodisplasia hanno una prognosi peggiore;
  • tempo alla remissione: i pazienti che raggiungono la remissione dopo il primo ciclo d’induzione hanno una prognosi migliore rispetto a coloro che necessitano di un secondo ciclo (ciclo di salvataggio).FATTORI BIOLOGICI:
  • analisi citogenetica e biologia molecolare: esistono anomalie geneticheche influiscono positivamente, altre negativamente sulla prognosi;
  • immunofenotipo: la presenza o l’assenza di alcune proteine sulle cellule leucemiche sono legate a una prognosi diversa;
  • morfologia: in base alle caratteristiche strutturali della cellula leucemica si possono distinguere alcuni sottogruppi legati a una prognosi peggiore;
  • farmacoresistenza: esistono meccanismi messi in atto dalla cellula leucemica per sfuggire all’azione dei chemioterapici (meccanismi di farmacoresistenza) e che comportano un rischio aumentato di mancatarisposta ai farmaci e di ricaduta;
  • malattia minima residua: esistono tecniche di biologia molecolare che consentono (soprattutto per la leucemia acuta linfoblastica) di valutare la presenza di residui di malattia non visibili al microscopio. Un paziente che al termine del suo programma terapeutico presenta un test positivo avrà un rischio aumentato di ricaduta e necessiterà, di un ulteriore trattamento.

La combinazione di questi fattori prognostici porta a dati di sopravvivenza a cinque anni (guarigione) estremamente variabili:

  • giovani con meno di 20 anni e leucemia acuta a rischio standard/basso: sopravvivenza del 70-80%;
  • adulti (fino a 55 anni) con leucemia acuta a rischio standard/basso: sopravvivenza 50-60%:
  • adulti (fino a 55 anni) con leucemia acuta ad alto rischio: sopravvivenza massima del 25% con chemioterapia/autotrapianto, meglio (circa 50%) con allotrapianto di midollo osseo;
  • adulti oltre i 55 anni e anziani oltre i 65: sopravvivenza variabile dal 35% al 10%, a seconda dell?età, della classe di rischio e delle possibilità terapeutiche disponibili.

Il termine follow-up significa controllo. Un paziente che ha terminato il proprio programma terapeutico per una leucemia acuta necessita di controlli periodici per due motivi: scoprire precocemente un’eventuale ricaduta eindividuare le complicanze tardive dovuteal trattamento.
Alla fine della terapia i controlli, che comprendono l’esame obiettivo del paziente e l’emocromo, verranno programmati ogni due o tre mesi nel primo anno e successivamente con intervalli sempre maggiori. Non c’è indicazione all’esecuzione periodica del mieloaspirato eccetto per i protocolli in cui è previsto lo studio della malattia minima residua o vi sia il sospetto di una ricaduta.

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Dr.ssa Tamara Intermesoli (Author)
Ospedali Riuniti – Bergamo, Italy
mail: t.intermesoli@virgilio.it

asportazione chirurgica di una parte dell'organismo tumore maligno epiteliale che origina dalla ghiandol adenocarcinoma diffuso nel peritoneo (membrana che avvolge gli organi dell'addome) che solitamente si sviluppa a partire da organi presenti a livello dell’addome, come colon, ovaio, appendice, stomaco, pancreas e fegato tumore generalmente benigno delle ghiandole salivari, prevalentemente a carico della parotide termine generico che indica l’ingrossamento dei linfonodi prelievo di materiale da un tessuto mediante aspirazione con un ago complesso di condotti, costituito da trachea, bronchi e bronchioli, che permette lo scambio dell'aria tra polmoni e ambiente esterno proteina prodotta dal fegato, costituisce circa il 60% di tutte le proteine del plasma. E' essenziale per la regolazione e il mantenimento della pressione osmotica necessaria per la corretta distribuzione dei liquidi corporei nei tessuti glicoproteina sintetizzata dal fegato che appartiene al gruppo delle alfa-1 globuline: il suo deficit aumenta il rischio di sviluppare cirrosi epatica provenienti da un organismo che appartiene alla stessa specie del ricevente, ma con un patrimonio genetico differente caduta di capelli e di altri peli corporei, che può essere indotta dalla chemioterapia caduta dei capelli limitata alla zona della testa su cui si concentra la radioterapia per un tumore cerebrale soppressione della sensazione di dolore con conservazione della sensazione tattile definiti anche antidolorifici o antalgici, sono farmaci che diminuiscono la sensibilità al dolore riducendone la percezione raccolta dettagliata di tutte le notizie relative alla vita del paziente e della sua famiglia, alle malattie passate, alle modalità d'insorgenza e di decorso della malattia in atto raccolta dettagliata di notizie riguardanti la famiglia del paziente che permette di diagnosticare malattie ereditarie e avviare un programma di sorveglianza per i soggetti a rischio di sviluppare determinate malattie a carattere familiare raccolta di notizie riguardanti la nascita e le diverse fasi di vita del paziente, le sue abitudini (ad esempio consumo di sigarette o alcool), l'alimentazione, l'assunzione di farmaci, l'esistenza intolleranze o allergie, ecc. raccolta di informazioni circa i motivi che hanno indotto il paziente al consulto del medico (come e quando si sono manifestati i disturbi, caratteristiche della sintomatologia ecc.) raccolta di informazioni sulle malattie sofferte dal paziente e su eventuali interventi chirurgici, incidenti, allergie ecc. anomalia cromosomica caratterizzata da un numero di cromosomi diverso dal normale invasione dei vasi sanguigni mancanza di appetito (in seguito a malattia) o resistenza volontaria all’appetito (anoressia nervosa) antitumorale farmaci che combattono il vomito proteina contro cui si innesca una risposta immunitaria di difesa da parte dell’organismo farmaci contro il vomito che agiscono antagonizzando la serotonina, che trasmette lo stimolo del vomito amianto presenza di liquido nell'addome corpo del pene di forma cilindrica indebolimento generale e diminuzione delle forze riduzione o assenza di aria nei polmoni anticorpi che per un meccanismo patologico il sistema immunitario produce contro elementi del proprio organismo proveniente dallo stesso organismo infiammazione superficiale del glande infiammazione della mucosa del glande e della lamina interna del prepuzio, generalmente di origine traumatica, chimica o infettiva ostacolo naturale al passaggio di sostanze, e in particolare di medicinali, dal flusso sanguigno al sistema nervoso centrale pigmento biliare, il maggior prodotto della degradazione dell'emoglobina. Normalmente assente nell'urina si manifesta nei diversi itteri da epatite e da ostruzione delle vie biliari prelievo di tessuto vitale da sottoporre a esame istologico per scopo diagnostico rimozione totale del tessuto patologico con adeguato tessuto sano circostante allo scopo di determinare i limiti della lesione e pianificare l'intervento terapeutico più adatto prelievo di un frammento limitato del tessuto patologico Prelievo di un campione di tessuto cerebrale da esaminare in laboratorio. Si basa sull'uso di particolari dispositivi meccanici chiamati caschi, costituiti da un telaio metallico che viene fissato alla testa del paziente, in modo da poter raggiungere un preciso punto del cervello, il bersaglio, definito attraverso l’impiego combinato di tecniche di imaging come risonanza magnetica e TC iniezioni eseguite direttamente a livello di determinati nervi per interrompere la funzione degli stessi e impedire l'invio dei messaggi dolorosi è una terapia radioattiva che prevede l' introduzione di piccole sorgenti radioattive all'interno del tessuto tumorale mediante tecniche chirurgiche poco invasive. Si esegue introducendo la sorgente radioattiva in forma sigillata direttamente nel tessuto neoplastico o nelle sue immediate vicinanze esame che permette di visualizzare la parete interna delle vie aeree (naso, bocca, gola, laringe, trachea e bronchi) attraverso l'impiego di una sonda a fibre ottiche che viene inserita attraverso la cavità orale o nasale e fatta scendere fino ai bronchi. L'esame viene in genere effettuato dopo anestesia locale. antigene carboidratico 19.9 utilizzato come marcatore tumorale. Il suo aumento non è necessariamente rilevatore di neoplasia, dato che anche in caso di ittero si possono rilevare nel sangue concentrazioni particolarmente elevate il processo di debilitazione del paziente legato a sostanze prodotte del tumore stesso piccoli vasi arteriosi che, grazie alle loro pareti estremamente sottili e permeabili, permettono il passaggio di ossigeno e nutrienti dal sangue ai tessuti rivestimento di tessuto connettivo del linfonodo è la formazione del tumore a partire da un tessuto normale causata da un’alterazione dell'equilibrio tra proliferazione e morte cellulare, per effetto di una mutazione del materiale genetico cellulare, con conseguenza di una proliferazione cellulare incontrollata. sostanze presenti nell'ambiente che favoriscono lo sviluppo del cancro raro tumore a basso grado di malignità carcinoide con decorso clinico più aggressivo rispetto al carcinoide tipico, con dimensioni generalmente superiori ai 3 cm di diametro e coinvolgimento dei linfonodi nel 40-48% dei casi tumore benigno di dimensioni inferiori a 3 cm con coinvolgimento dei linfonodi nel 5-15% dei casi tumore maligno di origine epiteliale, comunemente detto cancro. Può derivare da qualunque tessuto epiteliale, sia esso di rivestimento (mucose, pelle) o ghiandolare. tumore maligno di origine epiteliale tipico della cute formato da cellule simili a quelle dello strato basale forma particolare di adenocarcinoma che si localizza nelle regioni terminali o periferiche del polmone (bronchioli terminali o pareti degli alveoli) carcinoma, in genere molto maligno, che deriva dalle cellule germinali (cellule indifferenziate che nell’embrione danno origine dell'apparato riproduttivo) e che si sviluppa generalmente nell’ovaio, ma ancor più di frequente nel testicolo carcinoma ancora confinato nell'epitelio di rivestimento o ghiandolare, che quindi non ha ancora invaso gli strati sottostanti tumore maligno di origine epiteliale derivato dagli epiteli di rivestimento di tipo malpighiano (epidermide, mucose della bocca, della faringe, dell'esofago, della vagina) carcinoma mammario che si presenta con metastasi ai linfonodi delle ascelle senza che venga identificato un tumore primitivo alla mammella o carcinoma spinocellulare, deriva dall'epitelio dei bronchi e nasce nelle vie aeree di medio-grosso calibro tumore maligno di origine epiteliale derivato dagli epiteli di rivestimento di tipo malpighiano (epidermide, mucose della bocca, della faringe, dell'esofago, della vagina) variante altamente differenziata del carcinoma squamoso. Si localizza più frequentemente a livello della mucosa orale, laringea e a quella dei genitali tubicino lungo e sottile rigido o flessibile introdotto per esplorare, vuotare, o introdurre sostanze medicamentose antigene carcino-embrionale che si ritrova sulla superficie di cellule neoplastiche dell'adulto; è un marcatore tumorale del tratto intestinale e del seno dolore alla testa sono diversi tipi di cellule presenti nel sangue e nei tessuti che inglobano al loro interno le sostanze estranee all’organismo con cui vengono a contatto. Si dicono mononucleate perché, diversamente dai cosiddetti granulociti polimorfonucleati, hanno un unico nucleo tondeggiante o a fagiolo. Nei tessuti si chiamano in senso lato macrofagi, ma nelle diverse sedi in cui si trovano assumono caratteristiche e denominazioni diverse. Comprendono infatti i monociti circolanti nel sangue, i macrofagi alveolari che si trovano nel polmone, le cellule di Kupfer del fegato, gli osteoclasti che demolendo il tessuto osseo contribuiscono a rimodellarlo e le cellule della microglia che agiscono a livello del sistema nervoso centrale. cellule che sostengono, nutrono e proteggono i neuroni nel sistema nervoso centrale. Comprendono oligodendrociti, astrociti, microglia e cellule ependimali cellule del sistema immunitario dotate di granuli contenenti enzimi capaci di distruggere in maniera aspecifica le cellule tumorali o infettate da virus sono cellule che espongono sulla loro superficie le sostanze estranee, presentandole ai linfociti perché le riconoscano come tali e attivino la risposta immunitaria. Si chiamano anche cellule dendritiche, perché caratterizzate da lunghi prolungamenti. Comprendono, tra le altre, le cellule di Langherans della cute cellule primitive non specializzate capaci di trasformarsi in diversi altri tipi di cellule del corpo trattamento effettuato dopo l'intervento chirurgico per prevenirne la ricomparsa del tumore chemioterapia che prevede la somministrazione di due o più farmaci contemporaneamente somministrazione di un ciclo di chemioterapia allo scopo di ridurre al minimo la diffusione del tumore trattamento effettuato prima dell'intervento chirurgico per ridurre la dimensione del tumore intervento chirurgico di asportazione del frenulo e ablazione parziale o totale del prepuzio; in seguito a essa il glande resta sempre scoperto, libero dal prepuzio infiammazione della vescica urinaria sostanze prodotte dalle cellule del sistema immunitario per modulare l’infiammazione: alcune infatti la stimolano, altre la sopprimono. Sono anche state prodotte artificialmente in laboratorio e vengono utilizzate per la cura di diverse malattie. Le più note sono gli interferoni, le interleuchine, il fattore di necrosi tumorale (TNF) tecnica che permette la misurazione e la caratterizzazione di cellule sospese in un mezzo fluido infiammazione acuta o cronica dei dotti biliari extra e intraepatici esame che consente di esaminare le pareti del colon ed eventualmente asportare polipi che vi si sviluppano attraverso uno strumento flessibile a fibre ottiche inserito nell’ano presenza contemporanea nella stessa persona di più patologie che tra loro non presentano alcun nesso causale compressione del midollo dovuta alla crescita di una massa metastatica a livello delle vertebre particolare formazione cutanea che si localizza a livello dei genitali e delle regioni perigenitale e perianale. Rappresenta la manifestazione di una malattia di origine virale dovuta al virus del papilloma umano (HPV) analisi effettuate con apposite strumentazioni, quali ad esempio l'ecografo intervento di neurochirurgia nella zona del midollo spinale che viene praticato per trattare dolori circoscritti e resistenti alle normali terapie analgesiche tessuto spugnoso da cui è costituito il pene che riempiendosi di sangue determina l'erezione parte anteriore delle vertebre tessuto cavernoso dell'uretra metallo la cui forma più pericolosa, il cromo esavalente, è tossico e cancerogeno strutture a forma di bastoncello contenute nel nucleo delle cellule formate da DNA e da proteine chiamate istoni dati provenienti dall'analisi quantitativa di fenomeni collettivi che hanno attitudine a variare, allo scopo di descriverli e di individuare le leggi o i modelli che permettono di spiegarli e di prevederli il grado di differenziazione di un tumore indica quanto le cellule tumorali sia più o meno simili alle cellule normali. Cellule molto differenziate sono simili alle cellule normali e tendono a crescere e a diffondersi lentamente, mentre cellule indifferenziate o scarsamente differenziate, cioè molto diverse dalle cellule normali, crescono velocemente e in maniera incontrollabile difficoltà nella deglutizione alterazione della forma, delle dimensioni e dell'organizzazione delle cellule difficoltà respiratoria distensione delle pareti dello stomaco intervento chirurgico che prevede l'asportazione della testa del pancreas, del duodeno, della colecisti, della parte terminale del coledoco e di una parte dello stomaco è una metodica che si avvale dell'impiego delle onde sonore (ultrasuoni) emesse da una particolare sonda che viene fatta scorrere sulla superficie della pelle in corrispondenza della zona da esaminare. Ogni tipo di tessuto, in base alla sua densità, assorbe o riflette una parte degli ultrasuoni: l'ecografo è una macchina in grado di trasformare le onde riflesse in immagini che compaiono su uno schermo. Necessitando di una interpretazione immediata dei dati trasmessi dall'ecografo sullo schermo, questa metodica è fortemente influenzata dalle capacità dell'operatore che effettua l'esame situata in sede diversa da quella normale rigonfiamento dovuti ad accumulo di liquidi nei vari tessuti strumento, dotato di amplificazione, che riproduce artificialmente le vibrazioni delle corde vocali, in caso di loro asportazione. Si usa appoggiandolo alla gola nell’angolo sotto la mandibola. presenza di sangue nelle urine la metà destra o sinistra del torace malattia progressiva cronica, la cui manifestazione principale consiste in un sovraccarico di ferro in vari tessuti dell'organismo fenomeno per cui alcune cellule del sistema immunitario inglobano al loro interno altre cellule del sangue o dei tessuti in grado di formare tutti i tipi di cellule del sangue espulsione con la tosse di sangue rosso vivo proveniente dalle vie respiratorie parte del sistema nervoso centrale contenuta nella cavità cranica che comprende: il cervello propriamente detto (telencefalo e diencefalo), il cervelletto e il tronco encefalico (costituito da mesencefalo, ponte di Varolio e midollo allungato o bulbo spinale letteralmente “malattia del cervello”; può essere di origine metabolica, neoplastica, degenerativa, tossica, ischemica. tecnica diagnostica e terapeutica che permette, mediante l’uso di specifiche apparecchiature dette endoscopi, di esplorare visivamente l’interno di alcuni organi e cavità del corpo umano marcatore biologico che dà informazioni attendibili per la prognosi e la valutazione della risposta terapetutica del microcitoma E' una proteina che, grazie alla sua particolare struttura, consente lo svolgimento di tutte le reazioni chimiche che determinano la nascita, la crescita, la riproduzione e la morte delle cellule rimozione parziale o totale del fegato aumento significativo delle dimensioni del fegato esame di laboratorio che permette di studiare la struttura delle cellule al microscopio. Serve a stabilire se una cellula è sana o alterata ed eventualmente il suo grado di alterazione (benigna o maligna) esame dei campioni di tessuto infiammazione, acuta o cronica, dell'esofago esposizione avvenuta nell'ambiente di lavoro processo di conversione in molecole proteiche funzionali dell’informazione contenuta nel DNA di un gene, tramite l’RNA. specie di verme, diffusa in tutto il mondo che parassita il fegato e le vie biliari di molti mammiferi e dell'uomo sindrome tipica dei malati oncologici in cui si associano affaticabilità, debolezza, dolori muscolari, inappetenza, ansia e depressione ciò che aumenta la probabilità di una persona di contrarre una malattia, come il tumore indagine che permette di osservare direttamente le vie aeree superiori, la trachea e l'albero bronchiale, di prelevare secrezioni prodotte dai bronchi e di eseguire biopsie (prelievi di tessuto che possono essere esaminati al microscopio) indurimento, perdita di elasticità dei tessuti coinvolti dal trattamento radiante serie di disturbi che alterano le pareti degli alveoli limitando la capacità di distensione del polmone e provocando insufficienza respiratoria restringimento dell'orifizio prepuziale, per cui viene impedito lo scorrimento del prepuzio sul glande e la scopertura completa di questo durante l'erezione tragitto di forma tubolare, formato da un processo infiammatorio o ascessuale, che crea una comunicazione patologica tra due strutture cave dell’organismo o tra una di esse e l'esterno. localizzata in una parte piccola di un organo una serie di visite e di esami ulteriori, successive al trattamento, per controllare gli effetti delle terapie e accertarsi che il tumore non si riformi. enzima presente nella maggior parte dei tessuti che agisce in ambiente basico (pH maggiore 7), viene in parte eliminata dalla bile. La sua concentrazione nel sangue è maggiore durante alcune malattie ossee ed epatiche terapia utilizzata in campo dermatologico che consiste nell'esposizione alla luce solare o a radiazioni ultraviolette e infrarosse ottenute da sorgenti artificiali Materiale usato come mezzo di contrasto per la risonanza magnetica nodulo di cellule nervose con funzione di snodo delle informazioni neuronali dal sistema sensitivo a quello motorio e viceversa Si dividono in due gruppi: - le ghiandole salivari maggiori: si trovano in corrispondenza delle orecchie, ai lati della faccia (parotide); sotto la mandibola (ghiandola sottomandibolare) e sotto la lingua (ghiandola sottolinguale); - le ghiandole salivari minori: sono distribuite lungo tutto il tratto aerodigestivo superiore. estremità anteriore del pene costituita da un rigonfiamento contornato da una piega della pelle (prepuzio) nodulo di cellule nervose con funzione di snodo delle informazioni neuronali dal sistema sensitivo a quello motorio e viceversa disordine metabolico caratterizzato da eccessivo deposito intracellulare di glicogeno enzima (proteina) presente nelle cellule epatiche che aumenta nel sangue quando le cellule epatiche stesse sono lese o distrutte cellule presenti nel sangue che inglobano al loro interno le sostanze estranee all’organismo con cui vengono a contatto e le digeriscono grazie alle sostanze contenute nei granuli che possiedono in abbondanza. Sono detti polimorfo nucleati per l’aspetto polilobato del nucleo che le distingue dalle cellule fagocitarie mononucleate formazione di natura infiammatoria prodotta dalla proliferazione e dall’accumulo di linfociti, macrofagi e altre cellule del sistema immunitario simbolo utilizzato per indicare il gray, cioè l'unità di misura della dose assorbita di radiazione composti organici che si trovato naturalmente nel carbon fossile e nel petrolio dicesi di organismo in cui i linfociti T e B (cellule essenziali del sistema immunitario, deputate al riconoscimento e alla distruzione delle sostanze dannose per l'organismo) sono in grado di riconoscere tali sostanze e neutralizzarle metodica che serve per evidenziare in una sezione di tessuto la presenza di determinate sostanze condizione in cui vengono contrastate le risposte immunitarie di un soggetto, come nel caso di terapie volte a impedire il progredire di malattie autoimmuni o l'instaurarsi di reazioni di rigetto in caso di trapianto numero di nuovi casi legati a una malattia specifica in una determinata popolazione o zona geografica in un certo periodo di tempo processo di difesa dell'organismo nei confronti di un'aggressione fisica, chimica, batterica virale o antigenica. La reazione può essere diffusa o localizzata, si manifesta con dolore, calore, gonfiore e arrossamento che cresce nello spessore della parete dell’organo accumulo in un tessuto o organo di sostanze o cellule normalmente assenti invasione di un tessuto vicino alla massa tumorale disturbo del metabolismo della citrullina, caratterizzato dalla sua elevata presenza nel sangue aumento della pressione all'interno della scatola cranica ghiandola che si trova alla base del cranio e che, attraverso la produzione di diversi ormoni, regola l’attività endocrina di tutto l’organismo E’ costituita da una parte anteriore (adenoipofisi), una intermedia e una posteriore (neuroipofisi). Quest’ultima rappresenta il prolungamento dell’ipotalamo sovrastante. L’adenoipofisi produce l’ormone della crescita e modula l’attività della tiroide, delle ghiandole surrenali e di ovaie o testicoli; la neuroipofisi produce l’ormone antidiuretico o vasopressina che impedisce un’eccessiva perdita di acqua area cerebrale che controlla la temperatura corporea, la fame e la sete. Attraverso il cosiddetto asse ipotalamo-ipofisario controlla l’attività dell’ipofisi sottostante e attraverso di essa l’equilibrio ormonale e metabolico diminuzione del volume di sangue circolante cellule del sistema immunitario situate nei tessuti ma che derivano da cellule circolanti nel sangue dette monociti. Hanno una funzione di prima linea nei confronti delle aggressioni, fagocitando i corpi estranei e innescando la risposta immunitaria specifica da parte dei linfociti branca della patologia che studia le malattie dei tessuti con esami microscopici e ultramicroscopici Tipi di tumore originati da diversi tessuti tipo di cellule presenti in un determinato tessuto caratteristica colorazione giallastra della pelle e della parte bianca degli occhi: è dovuto al riversarsi della bile nel sangue anziché nell'intestino metodica mini invasiva che permette di inserire nell'addome del paziente, per mezzo di una piccola incisione cutanea, un sottile tubo rigido chiamato laparoscopio, dotato di due canali ottici, uno dei quali porta la luce all'interno e l'altro trasmette all'esterno la immagine degli organi addominali. LASER è l’acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation (amplificazione della luce mediante emissione stimolata di radiazioni): il raggio di luce ad alta energia può avere effetti medici e chirurgici. proteina il cui dosaggio permette la valutazione di un possibile danno cardiaco, epatico, muscolare e renale neoplasia che si sviluppa a distanza dal luogo originario di insorgenza del tumore primario lesione dei tessuti causata da una mutazione delle cellule che li compongono. E' in effetti lo stadio che precede l'insorgenza di un tumore lesione primaria, prima in ordine di tempo e sviluppo escavazione della superficie di un tessuto causata da un processo patologico che interessa gli strati più profondi del tessuto colpito malattia diffusa della sostanza bianca del cervello macchie biancastre, ispessite e dure, che hanno la capacità potenziale di trasformarsi in tumori delle mucose visibili liquido che circola negli spazi esistenti fra le cellule che ha lo scopo di distribuire ai tessuti le sostanze nutritive che riceve dal sangue e di trasportare al sangue le sostanze di rifiuto dei tessuti sindrome da ostacolato deflusso linfatico in un arto intervento di asportazione dei linfonodi ingrossamento dei linfonodi per cause infettive o non infettive le cellule che combattono le infezioni tumore derivante dalla trasformazione neoplastica di cellule che risiedono prevalentemente nel tessuto linfoide. I linfomi rappresentano un vasto gruppo di malattie, assai eterogenee dal punto di vista clinico e istologico tumore derivante dalla trasformazione neoplastica di cellule che risiedono prevalentemente nel tessuto linfoide. I linfomi rappresentano un vasto gruppo di malattie, assai eterogenee dal punto di vista clinico e istologico tumori del sistema immunitario caratterizzati dalla presenza di un tipo di cellula detta di Reed-Sternberg tumori originati dalla proliferazione dei linfociti. Ne esistono molti tipi diversi piccole strutture, che si trovano in tutto il corpo. Producono e conservano i linfociti, le cellule che combattono le infezioni. I linfonodi che si trovano nella stessa area in cui è presente il tumore primitivo si chiamano linfonodi regionali. che hanno perso la normale mobilità linfonodi situati nelle vicinanze della massa tumorale linfonodo che, per primo, riceve la linfa dall'area in cui è situato il tumore primario fluido che circola tra le meningi e all’interno e intorno alle cavità del cervello chiamate ventricoli e al midollo spinale in modo visibile a occhio nudo condizione caratterizzata dal ridotto o mancato assorbimento di uno o più tipi di nutrienti da parte della mucosa intestinale. Ne risultano diarrea, dolori addominali, flatulenza e, a seconda della sostanza interessata, vari sintomi da carenza di nutrienti e vitamine. Nei bambini determina anche un ritardo di crescita patologia causate dall’alterazione del sistema immunitario, che reagisce contro i tessuti dell’organismo stesso malattia infiammatoria cronica intestinale, che può interessare qualunque tratto del canale alimentare, dalla bocca all'ano malattia degenerativa cronica delle ossa, caratterizzata da una rarefazione dell'osso e dalla formazione di tessuto osseo anomalo esame radiologico della mammella sostanza misurabile quantitativamente nei tessuti e nei liquidi corporei, che può indicare la presenza e lo sviluppo di una neoplasia e possibilmente l'organo interessato sostanze tipicamente presenti nelle cellule neuroendocrine riscontro di malattia sui margini di resezione del pezzo asportato bordo o profilo del pezzo asportato in seguito a intervento chirurgico nessun riscontro di malattia sui margini di resezione del pezzo asportato chirurgicamente nessun riscontro di malattia sui margini di resezione del pezzo asportato chirurgicamente asportazione chirurgica della mammella in presenza di un tumore maligno è il valore che occupa la posizione centrale nella serie ordinata dei dati e che, rispetto alla media, è meno modificato dal valore degli estremi area situata al centro del torace fra i polmoni che contiene il cuore, la trachea, l'esofago e i linfonodi tecnica diagnostica che permette l'esplorazione diretta del mediastino e dei linfonodi adiacenti, in modo da raccogliere indicazioni circa la diffusione del cancro ai linfonodi della cavità toracica. La tecnica consiste nell'introduzione di uno strumento dotato di apparato illuminante, il mediastinoscopio, in una piccola incisione alla base del collo. Durante la procedura, che viene effettuata in anestesia generale, viene prelevato un campione di tessuto. tecnica diagnostica che differisce dalla mediastinoscopia solo per la sede dell'incisione, che viene effettuata sul torace pigmento che conferisce colore alla cute cellule che producono la melanina, il pigmento che dà il colore alla pelle. probabilità di insorgenza di una malattia le tre sottili membrane che rivestono e proteggono il cervello e il midollo spinale che vengono riscontrati dopo sei mesi che è stato diagnosticato il tumore primario. modificazione reversibile per cui un tipo cellulare viene sostituito da un altro tipo cellulare con caratteristiche funzionali diverse. Il processo metaplasico avviene solitamente per l'esposizione del tessuto in a stimoli impropri, come infiammazioni croniche. diffusione delle cellule tumorali da un organo o da parte di esso ad un altro organo non direttamente collegato. metastasi localizzate a distanza dalla massa tumorale primaria metastasi ai linfonodi non visibili con analisi strumentali i mezzi di contrasto sono sostanze che, introdotte nell'organismo, modificano la capacità di assorbimento dei raggi X di determinate strutture corporee: si dividono in opachi (solfato di bario che aumenta il numero atomico e l’ assorbimento di raggi, non viene assorbito dall’organismo ed è espulso con le feci) e trasparenti (gas o metilcellulosa in acqua, che fanno l’inverso). Nelle metodiche radiologiche "a doppio contrasto", usate soprattutto per l'apparato digerente, vengono utilizzati simultaneamente i due tipi di mezzi di contrasto. I mezzi di contrasto iodati introdotti nel sangue vengono escreti dal rene. tessuto morbido e spugnoso che si trova all’interno di molte ossa. Produce le cellule del sangue fascio nervoso che corre all’interno del canale vertebrale collegando i nervi periferici con l’encefalo. Insieme a questo costituisce il sistema nervoso centrale contrazioni muscolari involontarie cellule fagocitarie mononucleate circolanti nel sangue probabilità di insorgenza di una malattia rara malattia ereditaria causata da un difetto nel metabolismo del rame che porta a un'eccessiva deposizione di rame nel fegato e in altri tessuti. In fase avanzata il fegato sviluppa una cirrosi un gene si definisce mutato è presente una modificazione nella sua sequenza morte delle cellule che compongono un tessuto alterata proliferazione cellulare, il termine è riferito abitualmente allo sviluppo tumorale benigno o maligno presenza di sintomi e/o di segni di un’alterazione dei nervi periferici in soggetti affetti da diabete tipologia di globuli bianchi diminuzione del numero dei granulociti neutrofili, tipo di globuli bianchi del sangue deputato alla risposta alle infezioni dolore intenso a livello di un determinato nervo che può permanere per mesi o anni dopo la scomparsa della lesione cutanea dell'herpes zoster (malattia infiammatoria acuta della pelle) metallo, appartenente al gruppo del ferro, presente nell'ambiente soltanto in quantità molto basse utilizzato principalmente per la produzione dell'acciaio e di altri prodotti metallici nutrizione effettuata somministrando tutte le sostanze necessarie all’organismo direttamente in una vena, senza passare attraverso l’apparato digestivo deglutizione dolorosa proteina che deriva da un gene che, se poco espresso o non espresso, può determinare condizioni favorevoli all'insorgenza del cancro sostanze farmacologicamente attive derivate dall’oppio, una molecola dotata di effetti narcotici e sedativi sostanza prodotta dalla parte posteriore dell’ipofisi, deputata a concentrare le urine ed evitare così un’eccessiva perdita di liquidi l'orofaringe è la porzione di faringe che costituisce l'area della gola situata posteriormente alla bocca. Include il palato molle (la parte posteriore della bocca), di cui fa parte anche l'ugola, la base della lingua e le tonsille. secondo la definizione dell’OMS, le cure palliative sono quelle volte a migliorare la qualità di vita dei malati (e delle loro famiglie) che si trovano con malattie a rischio della vita, attraverso la prevenzione e il sollievo della sofferenza, intesa sia come dolore fisico sia come sofferenza psicologica e spirituale. Esse non hanno lo scopo di accelerare o di posporre la morte. Il pancreas è una ghiandola lunga circa 15 cm, che si trova sotto lo stomaco, in posizione arretrata rispetto a esso. L'estremità destra, la testa del pancreas, è leggermente più larga dell'estremità sinistra, la coda. La porzione centrale costituisce il corpo. Il pancreas svolge due funzioni: - produce i succhi pancreatici, che servono a decomporre il cibo che ingeriamo, attraverso la parte esocrina dell'organo, che secerne i succhi nel duodeno; - produce gli ormoni attraverso la sua parte endocrina. Gli ormoni prodotti dal pancreas, tra cui c'è l'insulina, regolano i processi di assorbimento e utilizzo del cibo. infiammazione acuta o cronica del pancreas esame del sangue che segnala eventuali condizioni infiammatorie di varia natura intervento di asportazione del pene proteina contenuta nei granuli dei linfociti T citotossici e delle cellule natural killer. Liberata da questi granuli e legatasi alla membrana della cellula da eliminare, provoca la formazione di piccoli pori attraverso i quali passano le sostanze che portano a morte la cellula bersaglio condizione generale del paziente che viene utilizzata in oncologia per stabilire l'indicazione al trattamento, per la valutazione della risposta clinica alla terapia e come fattore prognostico nelle neoplasie in fase avanzata. membrana che avvolge il cuore parte esterna del pericardio regione anatomica costituita dalle parti molli che chiudono l'apertura inferiore del bacino viene iniettato in vena glucosio (zucchero) radioattivo, e attraverso un computer vengono elaborati i segnali provenienti da una macchina, che rileva la distribuzione delle cellule che emettono positroni in risposta alla presenza del glucosio radioattivo. Questa tecnica permette di evidenziare molto chiaramente le cellule tumorali, che reagiscono al glucosio più delle altre cellule. parte della pleura (membrana che avvolge i polmone) rivolta verso il mediastino parte della pleura (membrana che avvolge i polmone) rivolta verso i polmoni asportazione chirurgica di un polmone o di una sua parte chemioterapia effettuatata con un combinazione di più farmaci emissione di urina in quantità superiore a 2-2,5 L al giorno infiammazione acuta dei polmoni, caratterizzata dalla presenza di liquido negli alveoli polmonari con conseguenti gravi difficoltà di respirazione polmonite caratterizzata da ostruzione dei bronchi sottile strato di pelle che ricopre il glande quando il pene è a riposo e che lo lascia scoperto durante l'erezione numero di individui, all'interno di una popolazione o in una zona geografica, che in un dato momento sono affetti da una determinata patologia ghiandola presente solo nel maschio, situata nel bacino. La sua funzione principale è quella di produrre ed emettere il liquido seminale, uno dei costituenti dello sperma, che contiene gli elementi necessari a nutrire e veicolare gli spermatozoi tubo in gomma siliconica terminante con un lembo a forma discoidale che si sposta sotto l'azione del flusso aereo. Il funzionamento del dispositivo viene indotto dal paziente che esercita una pressione d'aria in trachea. Tale situazione consente all'aria in pressione, di aprirsi un varco attraverso l'unica via disponibile verso l'esterno aprendo il dischetto valvolare della protesi e passando in esofago fino alla bocca. Si producono così suoni sordi, ma intellegibili come parole se modulati da quelle parti anatomiche che hanno conservato, nonostante la laringectomia, la motilità preposta a regolare il flusso dei suoni. sono cannule speciali che permettono la fonazione dirigendo l’aria sopra le corde vocali indipendentemente dal ciclo ventilatorio. Alcune cannule sono collegate a una sorgente di gas che porta un flusso (da 1,5 a 10 litri al minuto) in laringe. Prelievo a livello del canale midollare (in genere a livello lombare) di liquor, ovvero del fluido che si trova nello spazio tra il sistema nervoso centrale e i tessuti protettivi che lo avvolgono, le meningi medicinale impiegato a scopo diagnostico o terapeutico che include uno o più isotopi radioattivi Lesione circoscritta provocata dalla radioterapia raccolta di fluido intorno all'incisione complesso proteico, presente nelle cellule, capace di ricevere segnali producendo una specifica risposta all'interno della cellula stessa, mediante l'attivazione di determinati enzimi ad esso associati proteine in grado di legare gli ormoni sessuali femminili chiamati estrogeni e di trasmettere specifici segnali o stimoli in seguito a questo legame ricomparsa di una malattia dopo che il paziente era stato considerato clinicamente guarito passaggio di un fluido organico da un distretto a un altro in direzione opposta a quella fisiologica processo per cui un elemento biologico si riproduce tale e quale operazione chirurgica che avviene tramite rimozione di una parte di un organo operazione chirurgica che avviene tramite rimozione di una parte di un organo asportazione chirurgica di una porzione di lobo polmonare restringimento della cavità dell'esofago rete composta da vasi sanguigni di diverse dimensioni (arterie, vene, capillari) malattia infiammatoria cronica che riguarda la mucosa del colon e dell'intestino retto, il sintomo più caratteristico è il sanguinamento rettale le onde magnetiche rilevano immagini di organi interni del corpo tumore maligno che si sviluppa nei tessuti connettivi (muscoli, ossa, pareti dei vasi sanguigni, tessuto adiposo) tumore maligno proprio dei tessuti connettivi in genere (muscoli, ossa, pareti vasali, membrane sierose, tessuto adiposo) cancro che colpisce i tessuti endoteliali posti sotto la pelle e le mucose, diffuso prevalentemente tra gli individui immunodepressi (soprattutto quelli affetti da AIDS) trattenimento della saliva in bocca con scolo dalle labbra per difficoltà nervosa o meccanica della deglutizione; è diversa dall’ipersalivazione, che è una produzione di saliva in eccesso, a volte fisiologica (gravidanza), a volte dovuta a patologie del sistema nervoso autonomo. tecnica radiologica che consente la visualizzazione di immagini dovute alla registrazione dell'emissione di radiazioni gamma da parte dei tessuti o degli organi di un soggetto a cui in precedenza è stato somministrato un isotopo radioattivo sacca che contiene i due testicoli e il primo tratto dei funicoli spermatici. È situato nel perineo anteriore immediatamente sotto il pene, a cui è collegato condizione in cui un soggetto, sottoposto a terapia farmacologica tale da indurre lieve depressione del sistema nervoso centrale, è meno reattivo agli stimoli esterni, benché continui a essere sveglio e cosciente cavità, piene di aria, ricavate all'interno delle ossa della testa. A seconda della sede, si distinguono: i seni etmoidali (osso etmoidale), i seni frontali (osso frontale), i seni mascellari (osso mascellare) e il seno sferoidale (osso sfenoide). capacità di un test di identificare i soggetti che hanno la malattia infezione diffusa molto grave causata da microrganismi patogeni (batteri o funghi) o dalle tossine da loro prodotte infezione batterica circolante nel sangue, che genera una risposta infiammatoria sistemica (generale) plasma (la parte liquida del sangue in cui sono sospese le cellule sanguigne) senza fibrinogeno (molecola che permette la coagulazione del sangue) raccolta di fluido intorno all'incisione una delle più comuni sostanze chimiche presenti nella natura. La sua forma più comune, il quarzo, costituisce circa il 12% del volume delle rocce sulla crosta terrestre che vengono riscontrati entro 6 mesi dalla diagnosi del tumore primario. quadro clinico derivante da un eccesso di produzione dell'ormone cortisolo da parte del surrene tipo di miastenia (malattia caratterizzata da debolezza e affaticamento dei muscoli) quadri clinici simili alla miastenia (malattia caratterizzata da debolezza e affaticamento dei muscoli) insieme di sintomi legati alla compromissione di organi, apparati o funzioni, che si verificano a distanza dal sito primario di un tumore e dalle sue metastasi il sistema nervoso centrale è costituito dall’encefalo, contenuto nel cranio, e dal midollo spinale, contenuto nella colonna vertebrale. L’encefalo a sua volta è suddiviso in cervello (con i suoi due emisferi, destro e sinistro), tronco encefalico e cervelletto è costituito da neuroni raggruppati in gangli situati lungo la colonna vertebrale e nel surrene, da cui si diramano fibre che innervano le ghiandole e i muscoli degli organi interni. I neurotrasmettitori del nervoso simpatico sono le catecolamine adrenalina e noradrenalina. solco posizionato al di sotto del glande relativo al corpo somministrazione di farmaci mediante un’iniezione nella zona del midollo spinale capacità di un test di identificare i soggetti che non hanno la malattia aumento del volume della milza complesso delle indagini diagnostiche volte a stabilire, con la maggiore precisione possibile, l'estensione di un tumore, sia nella sua localizzazione primitiva sia negli eventuali siti metastatici diminuzione o arresto completo della circolazione di un liquido corporeo studio che esamina i risultati nel tempo, ad esempio verificando dopo 1-2 anni qual è la situazione clinica di una certa popolazione di partenza studio in cui i partecipanti sono assegnati a caso a due gruppi, di cui uno riceve il trattamento in esame e l'altro che riceve un trattamento alternativo o un placebo asportazione dei linfonodi dell'ascella farmaco antitumorale che agisce sui recettori estrogenici evoluzione della TC tradizionale che consente di ottenere maggiori informazioni in minor tempo. La fonte delle radiazioni ruota intorno al paziente mentre il lettino su cui è steso si sposta. In questo modo si ottengono immagini tridimensionali e si possono rilevare lesioni anche di 2-3 mm di diametro la comparsa, moderata, di piccoli vasi sanguigni, capillari, venule o arteriole sulla superficie cutanea o sulle membrane mucose, in seguito a una dilatazione permanente degli stessi. difficoltà a urinare anche in presenza dello stimolo a urinare terapia che mira a ripristinare e mantenere un livello sostenibile di benessere del paziente oncologico induzione di un processo fotochimico che prevede l’assorbimento della luce da parte di una sostanza fotosensibile e la conseguente eccitazione dell’ossigeno presente nelle cellule con formazione dei ROS (Specie Reattive di Ossigeno): ossigeno singoletto, anione superossido e perossido d’ossigeno. Queste forme di ossigeno sono tossiche per la cellula in cui si sono sviluppate e la cellula muore. Il fotosensibilizzante che viene assunto solo dalle cellule tumorali è l’acido 5-aminolevulinico o 5-ALA. diossido di torio, utilizzato tra il 1930 e il 1940 in radiologia e poi abbandonato; presenta radioattività di lunghissima durata affezione cutanea ereditaria di tipo autosomico dominante con insorgenza tra i 5 e i 15 anni. E’ detta anche sindrome di Harwell-Evans o sindrome di Harper o cheratosi palmo plantare, perché si indurisce la cute del palmo della mano e della pianta del piede. Intorno ai 50 anni si associa a cancro dell’esofago in circa il 70% dei casi. tipo di cellule presenti in un determinato tessuto proteina prodotta dalla tiroide disturbo del metabolismo dell'aminoacido tirosina, caratterizzato da un'eccessiva concentrazione nel sangue. termine che indica una famiglia di proteine con funzione di enzima in grado di determinare una particolare reazione chimica all'interno della cellula è una tecnica radiografica, che fotografa parti interne del corpo attraverso l'uso di un computer. detto di farmaco da applicare esternamente su una regione limitata del corpo tecnica di chirurgia che consente l'esplorazione visiva dello spazio compreso fra la pleura parietale e quella viscerale e della superficie del polmone, del pericardio e del diaframma creazione di una via aerea artificiale tramite un'incisione nella parte anteriore del collo, che consente al paziente di respirare trasformazione in un tumore maligno trattamento effettuato in una determinata parte del corpo trattamento in grado di dare sollievo ai sintomi della malattia e al dolore, ma non in grado di guarire definitivamente la malattia quando i farmaci entrano nel circolo sanguigno e vengono trasportati a tutto l'organismo coaguli di sangue che occludono i vasi riduzione del numero di piastrine nel sangue rispetto ai valori normali condizione patologica caratterizzata dalla formazione di trombi (coaguli di sangue) nelle vene e conseguente migrazione di emboli (corpi solidi, liquido o gassosi) nelle arterie polmonari che si sviluppa all'interno dell'organo raccolta dettagliata di tutte le notizie relative alla vita del paziente e della sua famiglia, alle malattie passate, alle modalità d'insorgenza e di decorso della malattia in atto tumore che origina dalle cellule germinali, ovvero da cellule indifferenziate che nell’embrione danno origine dell'apparato riproduttivo (ovaio e testicolo). Può essere localizzato sia nelle gonadi (ovaio e testicolo), sia in sedi extragonadiche, come l'ipofisi e il mediastino tumore che invade un tessuto o un organo diverso da quello da cui ha preso origine gruppo di neoplasie rare, nate dalla proliferazione incontrollata di cellule neuroendocrine, ovvero cellule che, pur essendo distribuite in numerosi organi e tessuti a funzione non endocrina, sono in grado di secernere ormoni e, indipendentemente dalla localizzazione tissutale e dalla loro origine, possiedono caratteristiche peculiari in termini di morfologia, produzione di sostanze biologiche ed espressione di specifici marcatori tumore di cui si sospetta la presenza in un determinato organo o parte del corpo ma che non viene visualizzato tramite indagini diagnostiche tumore primario, primo in ordine di tempo e sviluppo vedi tumore squamocellulare vedi tumore germinale lesione della superficie che si forma quando lo strato superiore delle cellule si rompe e, quindi, il tessuto sottostante è visibile con soluzione di continuo dei tessuti superficiali o profondi lesione che si forma per perdita del tessuto superficiale che riveste la pelle o un organo deviazione delle urine tramite la formazione di un nuovo orifizio urinario a livello del perineo lungo condotto che percorre il pene vaso che provvede alla circolazione della linfa ( liquido che circola negli spazi esistenti fra le cellule che ha lo scopo di distribuire ai tessuti le sostanze nutritive che riceve dal sangue e di trasportare al sangue le sostanze di rifiuto dei tessuti). che cresce dalla superficie di un organo verso la sua cavità accumulo di liquido, per svariate cause patologiche (infezioni, scompenso cardiocircolatorio, malattie autoimmuni, tumori, traumi) nello spazio delimitato dalle due pleure, quella viscerale, cioè intimamente accollata alla superficie del polmone, e quella esterna che tappezza invece le pareti interne della cassa toracica. esame del sangue che segnala eventuali condizioni infiammatorie di varia natura riduzione della salivazione

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Meglio non usare il bicarbonato nelle scarpe di cuoio perch assorbendo l'umidit rischia di farle seccare e indurire in alternativa si pu mettere il bicarbonato direttamente in una calza la sera annodandola e infilandola nella scarpa per poi lasciarvela tutta la notte.